I commercianti di Epam "Compromesso insufficiente E poi 6 mesi sono troppi"

Il segretario dell'Epam critica l'ordinanza anti-movida di Milano, ritenendo gli orari dei dehors troppo limitati e il perimetro delle zone coinvolte problematico. Richiede estensione degli orari e una durata più breve dell'ordinanza.

I commercianti di Epam "Compromesso insufficiente E poi 6 mesi sono troppi"

I commercianti di Epam "Compromesso insufficiente E poi 6 mesi sono troppi"

"L’ordinanza anti-movida selvaggia? Riteniamo che gli orari di utilizzo dei dehors e dei plateatici fissati dal Comune non siano sufficienti per migliorare la situazione. Non basta mezz’ora in più, cioè fino all’1 dal lunedì al venerdì e fino alle 2 nel weekend. Non siamo soddisfatti del testo definitivo dell’ordinanza. Palazzo Marino avrebbe dovuto portare almeno fino alle 2, non fino all’1, l’orario di utilizzo dei dehors durante la settimana". Parole di Carlo Squeri (nella foto), segretario dell’Epam, l’associazione dei pubblici esercizi di Milano.

Quali erano le vostre richieste all’amministrazione in fase di osservazioni alla prima bozza di ordinanza?

"Epam ha chiesto l’uso dei dehors fino alle 2 durante la settimana e fino alle 3 nel weekend. Forse gli esponenti del Comune dovrebbero farsi un giro nelle zone indicate dalla delibera e vedere quello che succede. Il compromesso sugli orari avrebbe potuto essere un po’ più equo. E la durata dell’ordinanza, sei mesi, è troppo lunga. Bastava un mese rinnovabile".

Le 12 zone indicate dall’ordinanza vanno bene oppure no?

"Quando ci sono così tante aree coinvolte dai divieti dall’ordinanza, il perimetro scelto può provocare più di un problema, soprattutto quando non sono previsti limiti per i consumatori e per i rivenditori delivery. Ci potrebbero essere situazioni limite".

Un esempio?

"Al confine di una zona rossa, una persona potrebbe attraversare la strada, andare in un negozio che non è compreso nella zona dei divieti e rientrare nella zona rossa senza essere sanzionato".

M.Min.