Dalla violenza sessuale sul luogo di lavoro al neopapà licenziato: 54 Sos alla Consigliera di parità

Crescono le richieste di aiuto degli uomini. Per 12 volte sul tavolo la discriminazione: si punta a un accordo

I 54 Sos alla Consigliera di parità. Dallo stupro al neopapà licenziato

I 54 Sos alla Consigliera di parità. Dallo stupro al neopapà licenziato

Milano – C’è anche una violenza sessuale sul luogo di lavoro fra i casi finiti davanti alla Consigliera di parità della Città metropolitana di Milano. Un abuso, denunciato dalla donna, finito al centro di un’istruttoria chiusa "con una conciliazione in sede protetta perché la vittima non se l’è sentita di proseguire nella sua battaglia". Tra i casi di diritti di maternità o paternità contrastati o addirittura negati dal datore di lavoro c’è, invece, quello di un padre, un manager licenziato in tronco dall’azienda alla vigilia della nascita del figlio. Il motivo? Aveva comunicato l’intenzione di usufruire del congedo parentale di sei mesi. E il "giustificato motivo oggettivo" del licenziamento sostenuto dall’azienda è stato smentito nel corso dell’istruttoria, che ha consentito di raggiungere un accordo economico tra le parti. Il bilancio della Consigliera di parità della Città metropolitana Barbara Peres e dalla sua supplente, l’avvocata Silvia Belloni, dipinge un quadro a tinte fosche del mondo del lavoro nel Milanese.

L’anno scorso l’organismo che si occupa di affrontare discriminazioni e violazioni delle pari opportunità sul lavoro ha ricevuto 54 richieste di aiuto, in media una/due ogni settimana. Sos soprattutto da parte di donne, ma con una casistica in crescita di uomini, che chiedono informazioni, tutela e in alcuni casi assistenza. La consigliera è stata contattata da 50 lavoratrici e 4 lavoratori. Per 51 di questi accessi l’iter si è concluso nell’arco dello stesso anno con 12 archiviazioni, 2 riorientamenti ad altri uffici o alla Consigliera di parità di competenza (regionale o di altra provincia), 16 informazioni e 12 pareri. Infine 9 dei complessivi 12 casi che sono stati presi in carico si sono conclusi arrivando a una soluzione positiva, per 4 grazie ad una mediazione della consigliera, per 3 attraverso una conciliazione stragiudiziale e per 2 con l’archiviazione.

Queste ultime hanno riguardato lavoratrici discriminate in quanto madri e che "hanno infine preferito rassegnare le dimissioni entro il compimento del primo anno di vita del loro bebè per beneficiare della Naspi". Tre i casi di cui è ancora in corso la mediazione. Per ciascuno dei 54 casi sono occorsi in media due incontri, mentre le mediazioni tra le parti (lavoratrice/lavoratore e datore di lavoro) hanno richiesto diverse convocazioni, fino anche a sette, prima di arrivare ad una conciliazione positiva che evitasse la causa in Tribunale. In merito ai 12 casi presi in carico, 11 riguardavano situazioni di discriminazione individuale, e anche una violenza sessuale. Nel dettaglio della discriminazione individuale, cinque riguardavano lavoratrici con problemi di orario di lavoro (conciliazione famiglia-lavoro), altri cinque casi hanno riguardato la tutela dei diritti di maternità/paternità; uno questioni di contrattazione e organizzazione discriminatoria.

"Un impegno al servizio di tutto il territorio – spiega Peres – di lavoratori e lavoratrici che possono trovare attenzione alle loro problematiche e ascolto. L’obiettivo è arrivare sempre ad una mediazione, per cercare di risolvere le controversie e creare un contesto lavorativo non discriminatorio ed inclusivo". Nel corso del 2023 sono state avviate anche varie attività di promozione dei principi di uguaglianza e pari opportunità nel mondo del lavoro, come le “Linee guida per un linguaggio amministrativo rispettoso del genere” della Città metropolitana di Milano, oltre a iniziative in collaborazione con i sindacati, l’Ordine degli avvocati e Afol Metropolitana.

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