Gli Ambrogini d’oro. Sala non fa il discorso: un silenzio assordante contro le scelte di parte

Il sindaco non apre la cerimonia al Teatro Dal Verme come da tradizione. Partiti critici sullo strappo. Standing ovation per Statale, Ercoli Finzi e Borella. .

Gli Ambrogini d’oro. Sala non fa il discorso: un silenzio assordante contro le scelte di parte

Gli Ambrogini d’oro. Sala non fa il discorso: un silenzio assordante contro le scelte di parte

È considerato "il discorso del sindaco alla città", pronunciato ogni anno, come da tradizione, sul palco del Teatro Dal Verme il 7 dicembre, il giorno di Sant’Ambrogio, durante la cerimonia di consegna delle Civiche benemerenze. Ma ieri mattina, a sorpresa, il sindaco Giuseppe Sala non ha preso la parola all’inizio della cerimonia per rivolgere il suo messaggio ai milanesi. Si è passati subito alla consegna degli Ambrogini d’oro. Perché? Il primo cittadino non ha spiegato né prima né dopo la cerimonia il motivo del suo silenzio.

L’ipotesi più probabile dello strappo al protocollo è legato alla durissima presa di posizione di Sala dello scorso 16 novembre, quando in Consiglio comunale il sindaco accusò i consiglieri di maggioranza e di opposizione, di centrosinistra e di centrodestra, di aver adottato "scelte clientelari" su chi premiare con gli Ambrogini d’oro. Nel mirino del numero uno di Palazzo Marino, in particolare, c’era il comico Pucci, criticato da vari esponenti del Pd per battute sessiste anche nei confronti della segretaria dem Elly Schlein. Il sindaco, anche dopo il discorso in aula, ha confermato le sue critiche sulle scelte partitiche sulle Civiche benemerenze, ma non ha esercitato il suo diritto di veto su nessuno dei premiati, compreso Pucci. Sala, però, con il suo silenzio sembra aver voluto lanciare un messaggio critico sulle logiche che portano alla scelta dei premiati. Non ha preso la parola per evitare di tornare sul tema e rovinare la cerimonia di ieri mattina, ma ha di fatto ribadito la sua posizione dello scorso 16 novembre, pur senza dirlo esplicitamente o far riferire dai suoi collaboratori il motivo della sua scelta. Insomma, chi vuole intendere, intenda. Anche grazie a un “assordante“ silenzio.

Un messaggio che non è sfuggito ai consiglieri comunali accusati dal primo cittadino. Tanto che la presidente Buscemi replica, indirettamente, così: "La memoria di Giulia Tramontano e l’esempio di Amalia Ercole Finzi, la cultura centenaria della Statale e l’impegno di Gariwo: oggi (ieri, ndr) abbiamo premiato tante storie belle e significative per la nostra città: persone, associazioni, enti protagonisti del passato, del presente e del futuro di Milano". Sulla stessa linea il capogruppo del Pd Filippo Barberis: "Sono state protagoniste le belle storie di impegno civico rappresentate dalle diverse associazioni e persone premiate. Un giornata di orgoglio milanese". Più polemici i consiglieri del centrodestra. Il capogruppo della Lega Alessandro Verri commenta: "Sala non fa il discorso di rito, un segnale di menefreghismo nei confronti della città". Il capogruppo di FI Alessandro De Chirico, invece, giudica il silenzio del sindaco "uno schiaffo ai milanesi".

Discorso mancato a parte, la giornata degli Ambrogini era partita nel segno della conciliazione. Sala e il presidente del Senato Ignazio La Russa, dopo le polemiche del giorno prima sui posti per la Prima della Scala, sono entrati insieme al Dal Verme. Pace fatta? "Abbiamo preso un caffè", conferma la seconda carica dello Stato. I momenti più emozionanti della cerimonia di consegna? Gli applausi scroscianti e le standing ovation per la vittima di femminicidio Giulia Tramontano (ne parliamo nella pagina a fianco), per i 100 anni dell’Università Statale, per la prima donna laureata in ingegneria aeronautica Amalia Ercoli Finzi al Politecnico e per l’architetto “green“ Francesco Borella.

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