Gioia e doni ai piccoli profughi: "Serve un Progetto di Vita"

La carovana di Natale partita da Baranzate ha portato cibo, medicine e spettacoli a 1.700 bimbi

Gioia e doni ai piccoli profughi: "Serve un Progetto di Vita"

Gioia e doni ai piccoli profughi: "Serve un Progetto di Vita"

È tornata a casa la carovana di Natale partita per l’Ucraina. I ragazzi di Progetto di Vita hanno incontrato migliaia di bambini e diverse comunità. Un viaggio dove i missionari non solo hanno portato aiuti concreti ma anche momenti di svago. Tolti gli abiti di “operai della missione“, che per giorni hanno scaricato pacchi, hanno indossato i panni dei loro mestieri artisti come Pasquale Cesarino, in arte Mago Linus , Gabriele Chiummo e la moglie Sephora, street clown, la vocalist Tabita Scannapieco, Timothy Spadaro con i suoi giochi con le bolle di sapone. "Abbiamo giocato e fatto spettacoli, consegnato regali di Natale ai bambini, donato cibo, vestiario e medicine – racconta il reverendo Andrea Gattuso, responsabile di Progetto di Vita –. Niente di tutto questo avrebbe avuto importanza se non avessimo portato anche gioia, spensieratezza, affetto, amore e speranza". Reverendo Gattuso ci racconta l’ultima missione in Ucraina. Sono due anni che fate la spola con l’Ucraina. Com’è la situazione oggi? "Non è cambiata, c’è sempre bisogno di beni di prima necessità per il sostentamento della popolazione, per gli orfanotrofi come quello di Mahala, e per i centri per anziani. Dirottiamo gran parte degli aiuti alle popolazioni che vivono nelle zone calde del conflitto".

Quali sono gli obiettivi umanitari raggiunti? "Abbiamo portato tonnellate di generi alimentari in due anni e abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati andando oltre con l’aiuto anche di altre associazioni. In questo viaggio di Natale abbiamo incontrato 1.700 bambini, molti dei quali orfani o sfollati dalle zone di guerra, consegnando a ognuno di loro un pacco regalo. Poi come credenti abbiamo fatto anche la parte spirituale, quella di portare la Parola".

La situazione bellica nelle ultime settimane è divenuta ancor più incandescente. È più complicato entrare in Ucraina? "Ci sono code per i controlli, la situazione in questi ultimi giorni è di massima allerta per l’aumento dei bombardamenti. Sono aumentati anche i controlli interni. Siamo stati fermati più volte dalla polizia che cerca disertori". Progetto di vita nel 2024 tornerà in Ucraina? "Faremo almeno altri due viaggi entro aprile. Stiamo raccogliendo generi ma non solo questo. Perché non facciamo viaggi spot ma di condivisione e aiuto anche per piccoli lavoretti, sistemare impianti elettrici o i generatori che abbiamo consegnato nei viaggi precedenti".

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