Gioco in un'immagine di repertorio
Gioco in un'immagine di repertorio

Milano, 13 aprile 2018 - Otto ore al giorno davanti al computer, a giocare a poker online, accumulando nell’arco di due anni perdite fino a 12mila euro. Poi il salto nelle sale slot, con puntate sempre più alte, bruciando i risparmi. Marco, nome di fantasia, ha iniziato a giocare a 18 anni. Dopo quattro anni da incubo è riuscito a uscirne, grazie all’aiuto degli esperti della comunità Casa del giovane di Pavia. Un giocatore “pentito”, che ha vissuto sulla sua pelle le conseguenze della ludopatia. «Ho iniziato a giocare online perché era il sistema più semplice e immediato - racconta - mi ero isolato da tutti, non uscivo più e trascorrevo le giornate davanti al computer». Per aiutare giocatori come Marco i Monopoli di Stato hanno istituito il Registro unico delle autoesclusioni (Rua). Un sistema che impedisce a chi decide di dire basta di accedere a piattaforme per giocare online, per sempre o per un periodo di tempo prefissato.

Il giocatore deve comunicare al proprio sito di riferimento l’autoesclusione dal gioco. L’operatore provvede a chiudere il suo conto, ma contemporaneamente notifica la richiesta al Rua. A quel punto, il “taglio” vale per tutti i siti di gioco autorizzati sul territorio nazionale. Fino all’introduzione del registro, era possibile per un giocatore autoescludersi, ma la richiesta valeva solo per il sito a cui era inoltrata. Per aggirarla, bastava aprire un nuovo conto gioco con un altro operatore. Nel 2017 sono state 56mila le persone, in Italia, che hanno chiesto l’autoesclusione, con una crescita di circa sei punti percentuali rispetto al 2016. Numeri che equivalgono a circa il 3% sul totale dei giocatori online. Uno strumento che, però, è visto con scetticismo dallo psicologo Simone Feder, coordinatore dell’Area dipendenze della Casa del giovane di Pavia. «Mi sembra un modo di lavarsi la coscienza - spiega - di fronte a un fenomeno dalle dimensioni sempre più preoccupanti. Spesso l’online è solo il primo step, una persona si avvicina al gioco d’azzardo su internet e poi approda nella sala slot». 

Il gioco online, come emerge dai dati presentati ieri dall’Osservatorio gioco online del Politecnico di Milano, conquista una fetta sempre più ampia del mercato. Nel 2017 il valore del mercato dei giochi online regolamentati con vincita in denaro è stato pari a 1,38 miliardi di euro, in crescita del 34% rispetto al 2016, con un’incidenza del 7,2% rispetto al valore complessivo del settore. Una crescita dovuta anche al recupero di flussi di gioco irregolari, rientrati all’interno del circuito legale. Un boom per i casinò games (+29% e una spesa di 569 milioni di euro) e per le scommesse sportive (+59%). L’anno scorso gli italiani che hanno effettuato almeno una giocata online sono stati 2,2 milioni, con una crescita del 22% rispetto al 2016. Si gioca sempre di più su smartphone e tablet. Il giocatore medio è uomo, residente nel Centro-Sud e di età compresa tra 25 e 44 anni. Un bacino enorme, che comprende gravi casi di ludopatia. Pietro, altro nome di fantasia, si è avvicinato giovanissimo al mondo del poker online, del blackjack e delle scommesse. «Sono arrivato a rubare i gioielli dei miei genitori - racconta - era una droga, non riuscivo a pensare ad altro. Grazie alla terapia ho superato la dipendenza, e la mia vita è cambiata».