Geas compie 70 anni. Coppe, scudetti, gloria e grandi campioni: "E l’avventura continua"

Il 5 marzo del 1954 fu creata la società che ha fatto la storia dello sport "Un vero traguardo: significa aver interpretato i bisogni di una comunità".

Il Presidente dellaRepubblica firmava il provvedimento che elevava Sesto a rango di città. Aprivano le scuole civiche di musica Donizetti e d’arte Faruffini. Al governo c’erano i "ribelli" guidati da Abramo Oldrini, ex operaio deportato, diventato sindaco. Correva l’anno 1954 e il 5 marzo nasceva la polisportiva Geas. "Un anno importante per Sesto. Quando un’associazione arriva a un anniversario simile, significa che ha saputo interpretare e organizzare bisogni profondi di una comunità. Il Geas ha saputo rispondere a una complessa esigenza: quella di permettere a tutti di fare sport", scriveva già 20 anni fa, per il 50esimo, Giorgio Oldrini, all’epoca sindaco, diventato poi presidente rossonero, prendendo il testimone da Beppe Carrà che nella sede di viale Marelli ci è rimasto dal ’77 fino alla sua morte nel 2012. Sarebbe facile scrivere la storia della polisportiva con i suoi successi: il basket che negli anni ‘70 vinse tutto con la divina Mabel Bocchi, i record di una 18enne Laura Podestà nel nuoto, mentre il fratello Guido (sì, l’ex presidente della Provincia) giocava a pallanuoto, l’oro olimpico ad Atene 2004 di Ivano Brugnetti, la stella del ghiaccio Barbara Fusar Poli, la Coppa Italia della squadra di calcio femminile, le valanghe di scudetti e titoli italiani.

O con le carriere dei suoi allenatori: Tore Montella che imparò a nuotare nei canali e diventò presidente onorario della Fin con 7 Olimpiadi all’attivo, e Antonio La Torre che correva in via XX Settembre e dal 2018 è il direttore tecnico della Fidal. Ma Geas è stato soprattutto "Sport per tutti e per tutte le età", come amava ripetere Tore. "La sera in cui fondammo il Geas, il 5 marzo 1954, ci riunimmo al Circolo Nuovo Sesto in una ventina. Eravamo tutti ragazzi tra i 18 e i 20 anni. Organizzavamo gite popolari: 700 o 900 lire e 150 per i soci". Nel ’56 apre la Carmen Longo, seguita dalle piscine coperte Saint Denis e Marzabotto, i 2 campi di atletica, il palazzetto del basket poi riconvertito nel PalaSesto, fino alla recente tensostruttura della ginnastica artistica in via Manin. Le manifestazioni come la marcia che per decenni hanno animato il Primo Maggio e i corsi e le gare per i master, l’avviamento allo sport con migliaia di bambini ogni anno e i progetti con le scuole.

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