Fu uccisa dal compagno, una sedia color glicine per ricordare Romina

A Inzago, una sedia commemorativa per Romina Vento, vittima di femminicidio. Progetto scolastico contro la violenza di genere coinvolge anziani e studenti. Laboratori e incontri per sensibilizzare sulla tematica.

Fu uccisa dal compagno, una sedia color glicine per ricordare Romina

Fu uccisa dal compagno, una sedia color glicine per ricordare Romina

Una sedia color glicine per ricordare Romina Vento, la giovane mamma che fu annegata nel fiume a Fara Gera d’Adda dal compagno nell’aprile del 2022. Lavoro al via, le mani sono quelle degli anziani della Fondazione ospedale Marchesi e quelle dei giovanissimi studenti dell’Istituto superiore Marisa Bellisario. Enti partner, ormai da quasi un anno, nel progetto "Quanto forte ti pensavo", lungo percorso di riflessione e sensibilizzazione sulla violenza di genere partito nello scorso autunno e che si concluderà solo alla fine del 2024. Il laboratorio l’altra mattina, a scuola. La sedia, decorata dai ragazzi, sarà testimonianza fisica di un anno di lavoro, che ha coinvolto, nell’istituto scolastico, i ragazzi delle classi quarte. Romina Vento era di Inzago, e qui ancora vive la sua famiglia. La sera del 19 aprile 2022 il compagno Carlo Fumagalli lanciò l’auto su cui si trovava con la donna nel fiume. Lei non sapeva nuotare, lui le tenne la testa sott’acqua. La coppia aveva due figli. Romina è stata, in questo anno, una delle "madrine spirituali" del progetto scolastico. Con lei anche le due Giulie, Tramontano e Cecchettin, "che morirono - raccontarono i promotori al varo del percorso - proprio nelle settimane in cui ci mettevamo al lavoro". Nei mesi scorsi il progetto si è articolato in numerosi incontri e attività. Il giorno di san Valentino il seminario "Voglio una donna con la gonna", in cui si parlò, alla presenza di esperti, di discriminazione e violenza domestica, molestie sul lavoro e violenza assistita, processi e diritto. Poi il seminario "La cura", con gli esperti della Fondazione per la Famiglia Carlo Maria Martini. Alla ripresa delle scuole si terrà l’incontro "Belle speranze" con la Rete antiviolenza Viola e i rappresentanti delle istituzioni. Non solo incontri, ma anche attività. Fra le altre "Il filo della vita", una bacheca con foto e biografie delle donne uccise e naturalmente il laboratorio artistico, che si articolerà in varie sessioni di attività. Monica Autunno

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