Manda la foto di una baionetta alla ex: "Se ti rivedo con lui, lo uccido". Denunciato militare belga

Il blitz sotto casa di una ventenne russa con la quale ha avuto una breve relazione: pietre contro le finestre e minacce al telefono. L’allarme, l’arrivo dei carabinieri e il tentativo di fuga sul cornicione

Carabinieri (Archivio)

Carabinieri (Archivio)

Milano, 5 dicembre 2023 – Il primo incontro a settembre e la breve relazione finita nel giro di pochi giorni. Da lì l’inizio dell’escalation di minacce e molestie. Ieri sera l’uomo ha inviato alla sua ex la foto di una baionetta, aggiungendo che l’avrebbe usata contro un amico che lei stava frequentando ("Se ti rivedo con lui, lo uccido", la sintesi del messaggio minatorio) e intimandole di videochiamarlo ogni volta che tornava a casa per assicurarsi che fosse sempre sola.

Poi lo stalker si è presentato davanti al palazzo in cui vive la ragazza, chiedendole di farlo salire; al suo rifiuto, ha scagliato alcune pietre contro le finestre dell’abitazione della studentessa, a Milano per frequentare i corsi di un’università, per poi allontanarsi.

Così è cominciata una notte ad alta tensione, che ha tenuto impegnati i carabinieri per diverse ore: alla fine, l’uomo, un militare belga di 35 anni, incensurato, è stato denunciato con l’accusa di atti persecutori.

La cronaca della vicenda, stando a quanto ricostruito dal Giorno, ci porta nello stabile in zona Buonarroti dove vive una ventenne russa. L’istantanea dell’arma inviata sul cellulare l’ha spaventata poco prima, ma la chiamata al 112 scatta quando l’ex si presenta lì per incontrarla. Lei gli dice di no, lui non accetta l’ennesimo rifiuto e prende a sassate le vetrate dell’appartamento.

La segnalazione parla di una persona che si è allontanata a piedi: la giovane sa bene di chi si tratta e indica ai militari del Radiomobile e della stazione Porta Genova l’indirizzo del bed&breakfast in cui risiede il tenente di 35 anni con il quale ha avuto una storia qualche mese prima. Gli investigatori arrivano all’indirizzo, a poche centinaia di metri di distanza, riescono a entrare nell’edificio e si dirigono verso le tre stanze della struttura ricettiva, che si trovano sullo stesso piano.

Dopo aver bussato a una delle porte, sentono qualcuno che parla in inglese in maniera confusa e si muove freneticamente all’interno delle stanze. I carabinieri gli chiedono di aprire per un controllo: lui non ne vuole sapere e rimane chiuso dentro. Poi all’improvviso i militari rimasti nel cortile interno lo vedono sbucare da una delle finestre: indossa solo gli slip ed è in piedi sul davanzale, come se stesse studiando un modo per scappare. Sono minuti interminabili, c’è il rischio che l’uomo a piedi nudi scivoli e precipiti nel vuoto per una decina di metri. I carabinieri cercano di tranquillizzarlo e gli chiedono più volte di tornare in casa: sarà necessaria una lunga e delicata mediazione per convincerlo a rinunciare a quel goffo e pericoloso tentativo di fuga.

Per fortuna, l’allarme rientra dopo più di mezz’ora: il trentacinquenne apre e si fa identificare; l’abitazione viene passata al setaccio, ma della baionetta non c’è traccia. Nel frattempo, la ragazza viene ricontattata dai carabinieri e si presenta in caserma per presentare denuncia, raccontando delle minacce iniziate a ottobre e culminate quella notte con il raid sotto casa. Gli accertamenti investigativi della Compagnia Magenta sono ancora in corso per ricostruire a ritroso gli ultimi due mesi.

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