L’assessore al Bilancio, Roberto Tasca
L’assessore al Bilancio, Roberto Tasca

Milano, 30 marzo 2020 - A Milano, in totale, solo 7,3 milioni di euro sui 400 milioni di euro stanziati sabato dal Governo ai Comuni per l’emergenza coronavirus, soldi da destinare alle famiglie meno abbienti tramite buoni pasto e distribuzione di cibo. In più, Palazzo Marino riceverà un anticipo di poco meno di 14 milioni di euro sul Fondo di solidarietà comunale da 4,3 miliardi di euro, 14 milioni che Milano avrebbe dovuto incassare a maggio e invece avrà subito a disposizione.

Le due misure varate dal Governo Conte non soddisfano per niente l’assessore milanese al Bilancio Roberto Tasca: "I due provvedimenti insieme purtroppo fanno piangere come al solito le grandi città. Sui 400 milioni di euro stanziati dal Governo per i Comuni, Milano riceverà 7,3 milioni di euro, per la precisione 7.270.000 euro. Mentre per quanto riguarda l’anticipo del Fondo di solidarietà comunale, la nostra città riceverà poco meno di 14 milioni di euro, soldi che sono già nostri. Non è questo il mondo di affrontare l’emergenza della nostra città".

Giudizio severo.
"Le principali città italiane, soprattutto quelle del Nord e della Lombardia, le più toccate dall’emergenza coronavirus, hanno benefici nettamente marginali rispetto alle altre città. Questo secondo me è assolutamente inconcepibile".
Il problema riguarda i criteri di distribuzione dei 400 milioni o l’ammontare della cifra?
"Ci sono due elementi da evidenziare. Nel caso dell’anticipazione del Fondo di solidarietà comunale, di fatto non vengono dati soldi ai Comuni, perché sono soldi già loro, come ha evidenziato il sindaco Sala. Non solo. L’anticipazione favorisce i Comuni che hanno problemi di liquidità, non Comuni solidi come Milano, che prenderanno bricioline, 13 milioni di euro. Ancora un volta, quindi, in Italia chi è virtuoso non viene premiato minimamente".
Sembra proprio arrabbiato, assessore...
"Ieri sera (sabato sera , ndr ) molto, ora ho un po’ smaltito la rabbia. Ma il giudizio finale resta: non è un provvedimento per i Comuni virtuosi e nemmeno per quelli colpiti dal Covid-19. Se almeno avessero distribuito i fondi a seconda del numero di contagiati per città, sarebbe stato un criterio oggettivo. Invece il criterio è basato sulla percentuale di indigenti nei Comuni. Ciò significa che non c’è l’esatta percezione del problema legato al virus".
Come saranno spesi esattamente i 7,3 milioni di euro?
"È ancora prematuro dirlo. Quando li riceveremo, decidere. Sicuramente saranno assegnati alle famiglie più indigenti. Ma mi aspettavo che il Governo proponesse un’altra misura".
Quale?
"Lasciare l’Imu (l’imposta sugli immobili, ndr ) di Milano integralmente a Milano. Questo sarebbe stato un provvedimento salutato con tutta l’approvazione del caso. La misura adottata, invece, mi sembra quanto di meno si potesse fare per le grandi città e non mi piace per niente. Se ci avessero lasciato l’Imu avrebbero fatto qualcosa di più utile per Milano. Quando rifaremo i conti del bilancio comunale, ne parleremo pubblicamente e i cittadini potranno vedere la differenza tra il nostro pensiero e quello del Governo su come affrontare l’emergenza coronavirus".
A quanto ammonterebbe la cifra dell’Imu da lasciare a Milano ?
"Stiamo parlando di poco più di cento milioni di euro".
La Giunta quando approverà la correzione del bilancio?
"Tra maggio e giugno dovremo iniziare a tirare le fila".