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22 feb 2022

Il Salone delle polemiche si farà: "A maggio la fiera sulla fertilità"

Per la prima volta approda in Italia. L’edizione parigina finì nel mirino per la pratica dell’utero in affitto. Gli organizzatori: "Non verranno effettuate consultazioni mediche, luogo di scambio e incontro"

Bebè sul letto e, in alto a destra, il sindaco Giuseppe Sala, 63 anni
Un bebé (foto di repertorio)

Milano - Le date sono state fissate, per sabato 21 e domenica 22 maggio, mentre il luogo è ancora sconosciuto. Milano, come è stato comunicato alle famiglie che si sono iscritte alla newsletter per ricevere informazioni, ospiterà l’evento “Un sogno chiamato bebè“. Gli organizzatori, senza mai citare la pratica dell’utero in affitto, promettono un "vero luogo di scambio e condivisione", dove "incontrare personalmente, in un ambiente discreto e sicuro, i principali attori globali della fertilità, medici ed esperti in medicina di talento, associazioni, con i quali scoprirai le diverse opzioni di trattamento disponibili nel mondo e una vasta gamma di soluzioni naturali, mediche e personalizzate". L’evento, che per la prima volta viene organizzato in Italia dopo tappe in varie città europee, era finito sotto i riflettori lo scorso settembre, dopo che il quotidiano della Cei, Avvenire, aveva sollevato il caso.

Nel mirino la pratica dell’utero in affitto, che in Italia non è consentita, pubblicizzata durante la manifestazione parigina che contava tra i partner colossi internazionali della riproduzione assistita. Inizialmente la tappa milanese era stata fissata per il 20 e 21 novembre dell’anno scorso. Poi era slittata a data da destinarsi e, ora, è arrivata la conferma per maggioSul sito internet viene specificato che "questo evento è puramente informativo e non saranno effettuate consultazioni mediche". Dietro la quinte ci sono gli stessi promotori del Salone della fecondazione assistita di Parigi, e di analoghe iniziative organizzate a Berlino, Colonia, Monaco e in Olanda. Il salone fieristico milanese sul “desiderio di un figlio“ era stato accolto, a settembre, con un pressing da parte di associazioni, mondo cattolico e partiti politici sul sindaco Giuseppe Sala per bloccare l’evento, “Un sogno chiamato bebè“. Appelli arrivati anche dal centrosinistra. Paolo Petracca, della lista civica Beppe Sala Sindaco, aveva parlato di "un evento che mortifica la donna e si pone contro l’ordinamento italiano". Esponenti del Pd all’epoca avevano annunciato interrogazioni parlamentari. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, aveva chiesto a Sala di dichiarare "l’indisponibilità della città". E appelli analoghi aveva lanciato il presidente del Family Day, Massimo Gandolfini.

Un fuoco di fila che aveva costretto il Comune a precisare che non è arrivata "nessuna richiesta" di spazi pubblici e "l’amministrazione non ha quindi concesso alcuna autorizzazione, patrocinio o altre forme di sostegno all’iniziativa". Anche Fiera Milano Spa aveva specificato che l’iniziativa "non avrà luogo presso i quartieri fieristici e congressuali del Gruppo". Gli organizzatori, pochi giorni dopo la bufera politica, avevano anche eliminato dal sito le date di novembre. Poi le acque si sono calmate, ed è sceso il silenzio. L’evento infine si farà e, come è stato comunicato anche sui social e sul sito internet, dove viene evitato qualsiasi riferimento a pratiche vietate in Italia, dovrebbe tenersi dal 21 al 22 maggio.

Nel frattempo è stato pubblicato anche un blog, che traduce e pubblica articoli di In Vitro Fertilisation Barcelona, una delle maggiori cliniche spagnole che offrono trattamenti di fecondazione assistita. Articoli su come "aumentare le possibilità di ottenere una gravidanza con una fecondazione in vitro", informazioni sulla donazione di sperma o sulla riproduzione assistita. L’elenco dei "cinque migliori alimenti che aumenteranno la tua fertilità nel 2022" e "come l’esercizio fisico può influenzare la fertilità". Consigli rivolti a coppie che non riescono ad avere figli, in un Paese colpito da anni di crollo demografico accentuato durante la pandemia.
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