L’ex presidente leghista di Regione Lombardia, Roberto Maroni
L’ex presidente leghista di Regione Lombardia, Roberto Maroni

Milano, 9 novembre 2019 - Raccomandazione fatale. L’ex presidente della Lombardia Roberto Maroni è stato condannato anche in appello a un anno di reclusione per aver favorito, quando guidava il Pirellone, la sua ex collaboratrice Mara Carluccio, che aveva lavorato con lui quando era ministro dell’Interno. La corte, presieduta da Piero Gamacchio, ha leggermente “corretto“ in senso tecnico il reato contestato, ma nella sostanza ha ribadito la condanna che riguardava l’incarico affidato all’epoca con modalità non regolari a Carluccio in Eupolis, ente della Regione.

Confermata però, per l’ex presidente lombardo, anche l’assoluzione già emessa in primo grado per l’altro capo d’imputazione, quello relativo al tentativo operato da Maroni di far inserire a spese di Expo spa nella delegazione per un viaggio a Tokyo nel 2014, Maria Grazia Paturzo, altra sua ex collaboratrice, per i giudici legata a lui anche sentimentalmente. In quel caso le pressioni ci furono, scrisse il tribunale, ma nei limiti del lecito. E la Corte ha condiviso. La Procura generale aveva chiesto invece due anni e mezzo di reclusione per entrambi gli episodi a carico dell’ex numero uno della Regione. Confermate in secondo grado anche le condanne ad un anno per Giacomo Ciriello, ex capo della segreteria del presidente, a 10 mesi e 20 giorni per Andrea Gibelli, ex segretario generale del Pirellone e presidente di Ferrovie Nord Milano spa, e a 6 mesi per la stessa Carluccio, beneficiaria del favore di Maroni.

È «inequivocabile», scrissero i giudici nelle motivazioni del verdetto ieri confermato, che la commissione dell’ente pubblico che valutò il curriculum di Carluccio scelse proprio lei «all’esito di una procedura nata in origine all’esclusivo scopo di compiacere» l’allora presidente della Lombardia che perseguiva il suo «interesse personale». «Dall’istruttoria dibattimentale – spiegò il giudice estensore Giuseppe Vanore – è emerso (...) che alla selezione della Carluccio si era giunti non già all’esito di regolare procedura di selezione ma per vie traverse». Secondo i giudici, l’agire dell’ex dg di Eupolis Alberto Brugnoli (che patteggiò 8 mesi nel novembre 2014) per il contratto alla Carluccio «era evidentemente rivolto a soddisfare le richieste di Maroni che, tramite Gibelli si stava adoperando al fine di procurare un incarico» alla donna.