Milano, 31 maggio  2018 - Fabrizio Corona torna per l'ennesima volta in Tribunale a Milano, stavolta per una causa civile che riguarda una delle sue società, la Atena srl. E, sfrutta questa occasione, per spiegare di sentirsi sicuro che avrà ragione anche nel processo milanese d'appello, fissato per il prossimo 5 giugno, sull'ormai nota vicenda dei circa 2,6 milioni di euro in contanti, trovati in parte in un controsoffitto e in parte in Austria, che nell'ottobre 2016 lo aveva riportato in carcere. "Vinceremo anche questa battaglia", ha detto rivolgendosi ai cronisti. 

Nel giugno dello scorso anno l'ex 're dei paparazzi' era stato condannato a un solo anno per un illecito fiscale, mentre le accuse principali su quei contanti, tra cui l'intestazione fittizia dei beni, erano cadute. Il pm Paolo Storari (la Procura aveva chiesto una condanna a 5 anni), però, ha fatto ricorso in appello affinché i giudici (seconda sezione penale) riconoscano anche le imputazioni cancellate dalla sentenza di primo grado della prima sezione penale. Da qui il processo di secondo grado che partirà martedì prossimo. Nel frattempo a Corona, uscito dal carcere nei mesi scorsi dopo aver ottenuto l'affidamento terapeutico con le prescrizioni allargate mano a mano, è stata restituita dalla Sezione misure di prevenzione una parte dei contanti che gli erano stati sequestrati, ma è stata disposta la confisca della sua casa di via De Cristoforis, zona della movida milanese. Abitazione che, dunque, in futuro l'ex agente fotografico dovrà lasciare (non ha presentato ricorso contro la decisione di confisca), perché la casa passerà allo Stato che dovrà stabilire che uso farne.