La palazzina devastata dall'esplosione (Newpress)
La palazzina devastata dall'esplosione (Newpress)

Milano, 7 marzo 2018 - Tre persone morte nel giugno 2016 nell’esplosione provocata da Giuseppe Pellicanò, che svitò il tubo del gas nella sua casa in via Brioschi. Nel giugno 2002, 14 anni prima, un altro dramma: la morte in viale Giovanni Da Cermenate del vicequestore Paolo Scrofani, investito dallo scoppio in un appartamento saturo di gas, dove si era asserragliato un uomo.

Altre esplosioni - in media sono dieci ogni anno tra Milano e hinterland - hanno avuto conseguenze meno gravi. Quasi tutte sono dovute a manomissioni, per tentativi di suicidio o sabotaggio, con la fuoriuscita di quantità enormi di metano. Una elettrovalvola, però, potrebbe prevenire disastri e salvare vite umane. Nel corso di attività di indagine, come quelle sullo scoppio in via Brioschi, il sovrintendente della polizia locale Amedeo Arangio, agente di polizia giudiziaria dell’aliquota «reati connessi all’utilizzo delle fonti energetiche» della Procura, con trent’anni di esperienza alle spalle, ha avuto un’idea: sfruttare le norme che prevedono entro il 2020 nuovi contatori elettronici per tutte le utenze domestiche per inserire un software in grado di bloccare automaticamente il flusso quando vengono riscontrati valori anomali, consentendo la riattivazione solo con l’intervento degli operatori. Il contatore elettronico installato nella casa di Pellicanò, infatti, era già dotato dell’elettrovalvola prevista per i più moderni apparecchi e ora utilizzata solo per scopi commerciali (attivazione di una fornitura, subentro o gestione morosità). «Se nel caso di via Brioschi fosse stata implementata una routine sul contatore elettronico in grado di interrompere il flusso di gas – spiega Amedeo Arangio – quella tragedia si sarebbe evitata». Il sovrintendente, quindi, si è messo in contatto con il Comitato italiano gas (Cig) e con la società che gestisce la distribuzione del gas a Milano, per esporre la sua idea. Un tecnico della società energetica ha risposto che il programma «a bordo del contatore, che di fatto già interagisce con la valvola, può essere modificato o aggiornato per intervenire in chiusura al verificarsi di un evento imputabile ad una variazione di portata o di consumo».

Una soglia che si baserebbe sulla portata massima delle apparecchiature nella casa. Basti pensare che nelle ore antecedenti allo scoppio in via Brioschi sono fuoriusciti circa 26,5 metri cubi di metano a una portata di 6,7 metri cubi all’ora, pari a 25,4 metri cubi in più rispetto al normale consumo. Anche un rapporto tecnico commissionato dal Cig evidenzia che l’elettrovalvola «pur avendo finalità di natura commerciale (...) ha indubbie implicazioni relativamente alla sicurezza». L’ultima parola spetta però al ministero dello Sviluppo economico, competente sulla materia, che carte alla mano potrebbe imporre l’installazione del sistema su tutti i nuovi contatori, per prevenire tragedie come quella di via Brioschi, dove morirono Chiara Magnamassa, Riccardo Maglianesi e Micaela Masella, ex compagna di Pellicanò, poi condannato all’ergastolo in primo grado.