Milano, 12 settembre 2020 - Esplosione nel palazzo al civico 20 di piazzale Libia, zona Porta Romana, probabilmente dovuta a una fuga di gas. Il boato ha scosso il quartiere alle 7.20: "Sembrava una bomba", dice una residente. Davanti ai suoi occhi, uno scenario da guerra: macerie, fuoco, vetri e imposte schizzati via. Gli inquilini del palazzo si sono riversati in strada, allontanandosi precipitosamente dall'edificio. 

Ragazzo ustionato

falseSul posto, diverse squadre di vigili del fuoco, forze dell'ordine e 118. L'esplosione si è verificata al piano terra dello stabile a nove piani; secondo le prime informazioni, ci sarebbero sei feriti di cui uno grave. Si tratta di Adam Serdiuchenko, ucraino di 29 anni (ne compirà 30 il 10 ottobre), l'inquilino dell'appartamento in cui si è veririfcato lo scoppio, che è stato portato al Niguarda con ustioni di secondo e terzo grado sul corpo. A prestargli i primi soccorsi, avvolgendolo con una coperta bagnata, è stato un cittadino egiziano che stava passando in zona col suo furgone.  Secondo quanto si è appreso, lo straniero vive in Italia da diversi anni e lavora come chef de rang in un importante ristorante milanese. La sua passione per la cucina è totalizzante nella sua vita, come dimostrano le tante foto dei piatti pubblicate sui suoi profili social. 

Altri 7 feriti

Gli altri cinque feriti sono stati tutti portati in ospedale in codice verde: si tratta di una ragazza di 15 anni e die quattro donne di 38, 54, 56 e 76 anni. Si tratta di persone non direttamente coinvolte nell'esplosione ma che sono state ricoverate per stati d'ansia oppure hanno rimediatro alcuni traumi nell'uscire precipitosamente dai rispettivi appartamenti. Al conto dei feriti si sono poi aggiunte altre due persone, portate anch'esse in ospedale: una donna di 56 anni e un uomo di 48, entrambi con escoriazioni e absrasioni provocate dai vetri rotti.  

Le verifiche

Nel palazzo si sono verificati una serie di crolli di muri, fortunatamente interni e non strutturali. Pesantemente danneggiati l'apppartamento dell'esplosione, l'androne del palazzo e tutte le falsefinestre fino al quarto piano. Le conseguenze della deflagrazione hanno interessato anche parte del palazzo adiacente, al civico 22. I vigili del fuoco, dopo aver verificato anche con l'aiuto dei cani cerca persona  e termocamere che non ci fossero dispersi, sono al lavoro per individuare l'origine della perdita che ha provocato l'esplosione. Il gas è stato chiuso in tutto lo stabile, ovviamente evacuato. L'esplosione ha coinvolto anche 8 auto, 9 moto e un monopattino elettrico.

Edificio inagibile

Al termine delle verifiche, il palazzo è stato dichiarato inagibile e posto sotto sequestro per poter svolgere tutte le indagini del caso. I primi tre piani, hanno spiegato pompieri e Protezione civile, risultano lesionati e in particolare il piano terra presenta "lesioni strutturali piuttosto evidenti". I residenti dovranno quindi rimanere fuori dalle proprie case per almeno tre giorni, secondo quanto spiegato agli stessi inquilini da vigili del fuoco e Protezione civile, che potrebbero però essere di più: anche una decina di giorni, due settimane nella peggiore delle ipotesi. Nelle prossime ore saranno accompagnati nei rispettivi appartamenti, per un rientro-lampo allo scopo di recuperare gli effetti personali. 

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Sfollati negli alberghi

Nel frattempo si è mobilitata anche la Protezione civile, attrezzando camere in alcuni alberghi della zona per coloro che non potranno far rientro nei propri appartamenti. "Decideremo chi ha bisogno di assistenza e chi va dai parenti - ha spiegato - Cristiano Cozzi, direttore della Protezione civile Milano - . l'obiettivo è mettere il palazzo in sicurezza e dare assistenza ai condomini". Sono una cinquantina le persone che abitano al civico 20 di piazzale Libia. 

(hanno collaborato NICOLA PALMA e MARIANNA VAZZANA)