Visitatori a Expo 2015
Visitatori a Expo 2015

Milano, 9 giugno 2015 - I sindacati stanno passando ai raggi X i contratti registrati della piattaforma degli accrediti di Expo, l’archivio digitale con i dati dei 30mila lavoratori che possono accedere al sito. Cgil, Cisl e Uil hanno acceso un riflettore sull’area grigia dei contratti a progetto, ma hanno scoperto in poco tempo che le informazioni in rete non sono del tutto corrette. La matassa del lavoro in Expo è sempre più ingarbugliata. «Sulla piattaforma sono segnati 1.800 co.co.pro. – spiega Renato Zambelli, responsabile Expo per Cisl Milano –. Non sono più previsti dalla legge però, a meno che il lavoratore non sia già in carico da prima del 2015».

Una trentina di co.co.pro., ad esempio, era attribuita all’agenzia interinale Adecco. Ieri l’osservatorio del lavoro di Expo (composto dai sindacati e dalla stessa società organizzatrice) incontra i responsabili per vederci chiaro sulle assunzioni a progetto e scopre che le informazioni della piattaforma sono sbagliate. «Non ne abbiamo fatti – precisa Claudio Soldà, direttore delle relazioni istituzionali di Adecco –. L’errore è nel database». L’agenzia puntualizza che alla piattaforma hanno accesso solo i Paesi e le società che lavorano dentro Expo, di conseguenza è loro l’errore. Le verifiche dell’osservatorio dimostreranno se è l’unico caso o se nell’archivio ufficiale sono scritte informazioni che non corrispondono alla realtà.

Nel caso di Adecco, i sindacati hanno appurato che i contratti sottoscritti sono quelli confederali. Per Stefano Franzoni, responsabile Expo per Uil Lombardia, «bisogna approfondire il fatto che le società di outsourcing, come Professional solutions, controllata da Adecco, non applichino un contratto collettivo unico, come le aziende, ma uno differente per ciascun cliente. Ma è una partita che travalica Expo». L’agenzia tuttavia precisa che la propria controllata adopera il contratto multiservizi e solo in un caso, per alcuni impiegati amministrativi, ha applicato quello del commercio.

Dalle prime analisi del database emergono anche contratti brevissimi, di un mese con una proroga. Anche in questo caso, Cgil, Cisl e Uil promettono di andare a fondo. «La responsabilità è dei Paesi – osserva Zambelli – che non hanno fatto una programmazione precisa del personale che serve». Ieri Daniele Farina, deputato di Sinistra, ecologia e libertà, ha spiegato di «valutare seriamente un esposto alla Procura della Repubblica» sul caso dei 600 pass di accesso a Expo negati dalla Questura di Milano per «motivi di sicurezza», mentre Sinistra per Pisapia sarebbe pronta a una mozione a riguardo nel corso dell’incontro del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza in programma oggi. «Quando la polizia fa accertamenti lo fa interrogando una banca dati dove ci sono i reati e non certo le appartenenze politiche», ha però precisato il questore Luigi Savina.

luca.zorloni@ilgiorno.net

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