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Elezioni, il centrodestra si scalda: "Lupi? Può essere anche un civico". E Forza Italia punta sulla Moratti

La Russa: su San Siro Comune immobile per cinque anni, ora con il cappello in mano dai nostri ministri. Salvini: "Il totonomi è prematuro". Ronzulli accelera: "Evitiamo di arrivare all’ultimo e di fare harakiri".

Il presidente del Senato Ignazio La Russa, 77 anni, e il governatore Attilio Fontana, 72

Il presidente del Senato Ignazio La Russa, 77 anni, e il governatore Attilio Fontana, 72

di Andrea Gianni

MILANO

Il presidente del Senato Ignazio La Russa accusa di immobilismo Sala e Palazzo Marino sulla questione San Siro, in un clima da campagna elettorale anticipata: "La Giunta ha fatto passare 5 anni senza prendere decisioni, senza prendersi responsabilità. Ora sono andati con il cappello in mano ai ministri del centrodestra per farsi aiutare". Poi guarda alle Comunali del 2027 e, dopo aver gettato nello stagno nei giorni scorsi il nome di Maurizio Lupi come possibile candidato del centrodestra, apre anche alla "possibilità che sia un civico". Il nome, civico o politico che sia, è al centro del confronto tra gli alleati che cercheranno di conquistare la città governata dal centrosinistra da quasi 15 anni, prima con Pisapia e poi con Sala. "Vincere a Milano non è una strada in discesa", ha ammesso La Russa durante la rassegna Italia Direzione Nord a Milano, dove diversi esponenti del centrodestra hanno parlato delle prossime comunali in città. Proprio lui due settimane fa aveva scatenato una prima corsa nel centrodestra al nome del candidato indicando la figura del leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.

"Non ho detto che deve essere lui – ha precisato ieri La Russa – ma che anche lui ha la responsabilità di pensare al futuro di Milano. C’è anche la possibilità che sia un civico". Per il presidente del Senato quello che bisogna fare "è non arrivare all’ultimo minuto", come è successo nella scorsa tornata con la candidatura di Luca Bernardo, sfidante sconfitto da sala. "Il toto-nomi con tre anni di anticipo mi sembra un esercizio non particolarmente utile", ha frenato il leader della Lega Matteo Salvini, che ha confermato però come i ragionamenti con "alcune persone" sono già iniziati "ma non li metto sui giornali domani mattina, non mi sembra che serva a nessuno". Forza Italia da parte sua ha ricordato agli alleati che ha un nome di peso da mettere in campo come quello di Letizia Moratti, che sindaco di Milano è già stata dal 2006 al 2011 e che fino ad ora è stata l’unica donna a governare la città. Lei ha confermato che "il pressing del partito c’è ma prima bisogna fare un tavolo con tutte le forze".

Licia Ronzulli, vice presidente del Senato ed esponente di Forza Italia, preme intanto sull’acceleratore e nel frattempo invita a "non lanciare nomi a casaccio". È "importante avere un candidato per tempo - ha detto -. Evitiamo di fare come l’ultima volta perché il centrodestra ha fatto harakiri". Questa volta poi Fratelli d’Italia punterà a dare le carte e potrebbe orientarsi quindi su un candidato civico, non su un politico. Sul candidato sindaco di Milano "ci stiamo lavorando, e ci faremo trovare preparati e pronti, scegliendo il migliore di chi può rappresentare questa città – ha spiegato la ministra del Turismo ed esponente del partito Daniela Santanchè –. Sono confidente. Non ho niente contro il nome di Lupi. Ci sarà una rosa di nomi e poi il centrodestra sceglierà insieme, come ha sempre fatto, il nome migliore per governare questa città".