
Ecopoint inutili. Mucchi di rifiuti lasciati fuori a Rozzano
Dovrebbero servire per incrementare in maniera cospicua la raccolta differenziata, ma spesso accade il contrario a causa della maleducazione degli utenti. Ecopoint e nuove tecnologie per la raccolta differenziata stentano a decollare perché fanno a botte con la pigrizia di chi, anziché fare il semplice gesto di passare sul lettore la tessera magnetica che apre i contenitori per la raccolta dei rifiuti, preferisce lasciare l’immondizia all’esterno. E spesso abbandona anche quei rifiuti ingombranti che dovrebbero finire nelle piattaforme ecologiche.
Gli ecopoint, isole della capienza di 5 metri cubi ciascuna, sono gestiti in modo del tutto automatizzato per quanto concerne le operazioni di svuotamento e di disinfezione e sono dotati di un sistema di rilevazione in tempo reale che fornisce tutte le informazioni necessarie a programmare al meglio il servizio di raccolta, segnalando quando i contenitori sono pieni e necessitano di essere svuotati. Un sistema inserito a Rozzano circa 15 anni fa. Più recentemente gli ecopoint sono stati affiancati, in altre zone della città, da cassonetti anch’essi accessibili solo con la tessera appoggiata sul lettore. Costi notevoli per migliorare la situazione ambientale nei quartieri e cancellare cattivi odori e infestazione di ratti.
Al quartiere Aler di via Peonie pochi giorni fa la piattaforma ecologica è stata devastata dai fuochi artificiali e ora è inagibile. Anche a Pieve Emanuele, al quartiere Coppi, dove sono stati installati ecopoint, spesso accade la stessa cosa: montagne di rifiuti accatastate fuori dai contenitori.