Dropcity in Sammartini Nuova vita a 28 tunnel Ospiteranno studi di architettura

Il progetto è curato dal designer Andre Caputo e sviluppato da Nhood. Si parte oggi con l’installazione “Aspen, the Italian manifesto“. ispirato al congresso organizzato nell’89 che ha segnato una svolta.

Dropcity in Sammartini  Nuova vita a 28 tunnel  Ospiteranno   studi di architettura

Dropcity in Sammartini Nuova vita a 28 tunnel Ospiteranno studi di architettura

di Anna Giorgi

MILANO

Una volta erano i vecchi magazzini di stoccaggio delle merci della stazione Centrale, entro il 2024 diventeranno il più grande studio di architettura d’Europa. Ecco come cambia la città nel progetto dell’architetto Andrea Caputo, sviluppato da Nhood. E un assaggio di come diventerà questo spicchio di quartiere, precisamente via Sammartini, curato per anni dall’associazione Fas, è già plasticamente rappresentato dalle installazioni sotto i tunnel. "Aspen, the Italian Manifesto" è il progetto dallo Studio Ossidiana di Rotterdam, ispirato al congresso organizzato dall’International design conference in Aspen nel 1989. In quella occasione, alcuni dei più visionari designer italiani, Achille Castiglioni, Ettore Sottsass, Mario Bellini, Gae Aulenti, Italo Lupi furono invitati in Colorado per raccontare il proprio lavoro, fra cui c’era anche Steve Jobs. In quella settimana che segnò una svolta nella storia del design presero forma alcuni temi chiave: l’interdisciplinarietà, la costruzione di comunità di progettisti, la visione umanistica, l’attitudine sperimentale che non ha mai fatto a meno della componente artigianale. L’installazione "Aspen, the Italian Manifesto", sarà introdotta domani, alle 16 da una conversazione aperta al pubblico con i protagonisti e testimoni del 1989, moderata da Michele Lupi a cui si uniranno Antonio Colombo, Alberto Saibene, Andrea Zagato, Elena Dellapiana, Giovanna Castiglioni, Giovanni Cutolo, Giulio Iacchetti, Francesco Dondina, Franco Raggi. Il progetto è vincitore del “Festival Architettura – II edizione“.

I tunnel 52 e 54 saranno dedicati, invece, ad Arrigo Arrighetti, architetto e urbanista che negli anni Sessanta e Settanta ha realizzato alcuni tra gli edifici pubblici più interessanti e innovativi in città (case popolari nel quartiere Sant’Ambrogio, scuole come l’Istituto Martin Luther King al QT8, la piscina Solari e iconici centri religiosi).

Curata da Salvatore Porcaro, con un allestimento ideato dal giovane collettivo di Ferrara HPO, la mostra racconta, attraverso materiali di archivio, disegni e un’esposizione fotografica di Pino Musi, la vita e le opere di un maestro dell’architettura italiana. I 28 tunnel, che sono già stati recuperati e dialogheranno definitivamente con la città entro la fine dell’anno prossimo, ospiteranno gallerie espositive, atelier di produzione, laboratori di robotica e prototipia avanzata. Ma anche ricerca, didattica e spazi liberi per gli scambi culturali che avverranno con le università di Architettura di tutto il mondo.

Davanti ai tunnel, in Sammartini, ci sarà un lungo giardino, la carreggiata diventerà pedonale.