Distrutto il Labirinto dei girasoli "La bufera ha cancellato tutto mais rovinato, gelso abbattuto Il campo raso al suolo: un disastro"

Cascina Claudina in ginocchio, si è spento a una settimana dall’inaugurazione il sogno di mezza estate. Nell’azienda modello di Mary Ceriani in questi mesi erano in programma tante iniziative didattiche.

Distrutto il Labirinto dei girasoli  "La bufera ha cancellato tutto  mais rovinato, gelso abbattuto  Il campo raso al suolo: un disastro"
Distrutto il Labirinto dei girasoli "La bufera ha cancellato tutto mais rovinato, gelso abbattuto Il campo raso al suolo: un disastro"

Esattamente un anno fa, dal "labirinto" in piena fioritura, i percorsi disegnavano, visibile solo dall’alto, a caratteri cubitali, la parola "Pace". Un inno verde e giallo alla speranza e all’ottimismo. Si è spento a una settimana dall’inaugurazione, sotto la bufera, il sogno di mezza estate al "Labirinto dei girasoli" della Cascina Claudina di Corneliano Bertario.

L’azienda modello di Maria Antonia, Mary, Ceriani, che risuscitò i grani della tradizione e che proprio sabato scorso aveva battezzato il nuovo campo di girasoli, percorso fra 75mila fiori destinato a laboratori didattici estivi e a "agresti" iniziative del fine settimana.

Non c’è sorriso sul volto dell’agricoltrice, che comunica la chiusura del "Labirinto", squassato come centinaia di altri ettari di campagna dalla tromba d’aria. "Il campo è purtroppo raso al suolo, distrutto. Un disastro".

Il campo avrebbe dovuto essere in questi mesi scenario di tante iniziative, così come il complesso del cascinale, nella splendida campagna del sud est milanese, alle porte del borgo medievale del Castello e degli artisti. "Avrei voluto mettere online tanti video sereni e di allegria, non certo questo. Ma quel che si vede è ciò che resta. Dei girasoli e del mais, tritato dalla bufera.

Del nostro gelso secolare, abbattuto. Un disastro insomma. Non vi sono parole". Il pensiero di Ceriani, responsabile di Coldiretti Donna Impresa Milano, Lodi e Monza e Brianza, va ai tanti colleghi in difficoltà in queste ore. "Appena più a nord rispetto a qua hanno il mais a 50 centimetri da terra.

Non c’è più. Nessuno di noi aveva mai visto nulla del genere. Dopo le enormi difficoltà, i raccolti dimezzati e i sacrifici degli anni scorsi, un colpo terribile".

M.A.