Disabilità e burocrazia. Debora e le tribolazioni per dare a suo figlio un docente di sostegno

La scuola chiede una nuova certificazione della condizione del bambino lei si rivolge all’Asst che la manda all’Inps, ma qui nessuno sa aiutarla. In realtà basta il verbale che ha già. Colpa di una svolta malcomunicata.

Disabilità e burocrazia. Debora e le tribolazioni per dare a suo figlio un docente di sostegno

Disabilità e burocrazia. Debora e le tribolazioni per dare a suo figlio un docente di sostegno

Anastasio

Il cambio delle procedure è entrato in vigore il primo gennaio di quest’anno. Ma la circolare con la quale la Direzione generale dell’assessorato regionale al Welfare ha fornito le ultime indicazioni in merito è stata inviata alle Agenzie di Tutela della Salute (ATS), alle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST) e agli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) solo il 12 febbraio, tradotto: ad un mese e mezzo di distanza dalla svolta. In aggiunta non c’è stata alcuna vera campagna informativa in favore delle famiglie. Da qui le ragioni per le quali nessuno ha saputo dire a Debora Da Dalt, residente a Milano, a chi dovesse rivolgersi per avere una delle due certificazioni necessarie per ottenere un insegnante di sostegno per suo figlio, bambino di 6 anni con grave disabilità, a partire dal prossimo anno scolastico, quando inizierà le scuole elementari. Il rebus si è risolto ieri dopo settimane di telefonate, mail e qualche visita agli sportelli. E si è risolto nel modo migliore ma, al tempo stesso, paradossale: al contrario di quanto le avevano fin qui comunicato, Da Dalt, per il sostegno alle elementari, non deve richiedere alcuna certificazione aggiuntiva rispetto a quelle già in suo possesso. Ora la domanda è inevitabile: quante famiglie rischiano di trovarsi nella stessa situazione? I fatti, allora.

Un decreto interministeriale approvato a settembre 2022 dispone che la domanda per l’accertamento della condizione di disabilità utile per avere diritto al sostegno a scuola debba essere presentata all’Inps per via telematica, vale a dire: attraverso il portale internet dello stesso istituto, chiamato a rispondere entro 30 giorni. I certificati da presentare all’Inps devono essere rilasciati da uno specialista dell’Uonpia (Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza) o dei Centri di riabilitazione accreditati. Questi documenti possono essere caricati sul sito dell’Inps autonomamente o rivolgendosi ad un patronato. La ratio della modifica è "introdurre criteri maggiormente stringenti per il riconoscimento della condizione di disabilità vincolandolo al riconoscimento contestuale o precedente della situazione di handicap": tant’è. Le novità sono essenzialmente due: il coinvolgimento dell’Inps e la marginalizzazione dei “Collegi per l’individuazione dell’alunno con disabilità“ interni alle Asst. È qui che è nato il problema.

"Ho avviato l’iscrizione di mio figlio sul sito internet del Ministero dell’Istruzione – racconta Da Dalt – indicandone la condizione di disabilità. A quel punto, per scrupolo, ho contattato la scuola elementare che dovrà frequentare da settembre sottolineando la necessità di un insegnante di sostegno. Dalla scuola mi hanno detto che occorreva aggiornare la certificazione di grave disabilità rilasciatoci ad aprile del 2021 dal “Collegio per l’individuazione dell’alunno con disabilità“ dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco perché valido solo per il ciclo della scuola dell’infanzia. A quel punto – prosegue Da Dalt – mi rivolgo alla stessa Asst. Ma qui mi dicono che le procedure da gennaio sono cambiate e che devo rivolgermi all’Inps. E così faccio: mi rivolgo dall’Inps ma qui mi dicono che non spetta a loro e che non sanno nulla di questo cambio di procedure. Conclusione: nessuno riesce a dirmi come devo fare per ottenere l’aggiornamento della certificazione rilasciata dal Collegio, una situazione assurda anche solo per il semplice fatto che una condizione di grave disabilità non può venir meno da un anno all’altro, non può esserci una guarigione". Che fare, quindi? Nulla. A quanto pare Da Dalt non deve far nulla come si evince dall’ultima circolare della Regione, quella del 12 febbraio che ne dettaglia due inviate a novembre e a dicembre 2023 ad Ats, Asst e Ircss. Qui si legge che in questa fase transitoria di applicazione del decreto, le certificazioni dei Collegi devono ritenersi valide fino alla fine del ciclo di studi. Non tutte, però. Solo quelle nelle quali si riconosce una grave disabilità, come nel caso in questione. Sul tema interviene Fortunato Nicoletti, vicepresidente di “Nessuno è Escluso“: "Segnalo che il nuovo portale Inps, quello al quale si fa riferimento in queste norme, non è ancora del tutto pronto. Per i minori con disabilità il diritto all’istruzione è da sempre un diritto ad ostacoli: di certo non ne servono altri".

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