GIULIA BONEZZI e NICOLA PALMA
Cronaca

Milano, disabile annega durante un corso di nuoto in piscina

L’incidente nella piscina Quarto Cagnino: il trentaduenne si è spinto in un punto con l’acqua troppo alta. Indagine per omicidio colposo

Carabinieri alla piscina di Quarto Cagnino

Carabinieri alla piscina di Quarto Cagnino

Milano, 8 gennaio 2020 - Si è spinto in un punto in cui il livello dell’acqua era troppo alto. Davide Duma ha iniziato ad annaspare e bere, provando disperatamente a restare a galla. L’istruttrice si è accorta immediatamente di quello che stava succedendo e l’ha soccorso, senza però riuscire a salvargli la vita: il trentaduenne, affetto dalla sindrome di Cornelia de Lange, è morto all’ospedale San Carlo due ore dopo l’intervento dei sanitari del 118, nonostante i ripetuti tentativi di rianimarlo, anche con l’utilizzo di un defibrillatore.

Il pm di turno Antonia Pavan ha aperto un fascicolo d’inchiesta, al momento senza ipotesi di reato, e disposto accertamenti sul decesso del disabile annegato nel primo pomeriggio di ieri nella piscina comunale di Quarto Cagnino, all’estrema periferia Ovest della città. Le indagini, affidate ai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Magenta, coordinati dal maggiore Fabio Manzo e dal capitano Alfonso Sammaria, dovranno anche chiarire se il numero di accompagnatori fosse sufficiente: dalle prime verifiche, stando a quanto risulta, non sono emerse mancanze da parte dell’istruttrice quarantunenne, che sarebbe stata sempre attenta; inoltre, da contratto era previsto che ci fosse solo lei con il gruppo di dodici persone. Sì, perché oltre a Davide c’erano anche altri undici ospiti della comunità «Le chiavi di casa» di Muggiano, gestita dalla onlus Azione Solidale. Erano i soli bagnanti, ieri pomeriggio, nell’impianto sportivo, chiuso al pubblico: una volta a settimana, i ragazzi si recavano dalle 14.30 alle 15.30 nella struttura di via Lamennais per partecipare alle lezioni, in due corsie riservate, seguiti da un’istruttrice «qualificata e certificata dalla Federazione italiana nuoto», come spiegato dal Comune. Ieri qualcosa è andato storto, e l’inchiesta dei militari servirà proprio ad accertare se si sia trattato di una tragedia inevitabile o se ci siano invece responsabilità di omesso controllo.

Secondo gli approfondimenti investigativi, i soccorsi sono stati tempestivi, nonostante si siano rivelati alla fine vani: Davide, orfano di entrambi i genitori, non hai mai ripreso conoscenza, e poco dopo le 17 i medici dell’ospedale San Carlo, dove il trentaduenne era arrivato un paio d’ore prima in condizioni disperate, hanno dovuto dichiararne il decesso. Sul corpo è stato disposto l’esame autoptico.