Attilio Fontana, governatore di Regione Lombardia
Attilio Fontana, governatore di Regione Lombardia

Milano, 11 giugno 2020 - Il governatore Attilio Fontana la presenta come un’ascesa alla sua destra: "Il dottor Luigi Cajazzo sarà al mio fianco per coordinare tutte le fasi dell’evoluzione della riforma sanitaria e dell’integrazione sociosanitaria. In un momento difficile non si è mai risparmiato". L’assessore al Welfare Giulio Gallera dice che "la squadra sociosanitaria della Regione si rafforza per affrontare la sfida legata all’evoluzione e alla modernizzazione del sistema del Welfare". E "buon lavoro" a Marco Trivelli, che il 18 giugno lascia la guida degli Spedali civili di Brescia per diventare il nuovo direttore generale del Welfare.

Al posto del 51enne Cajazzo, il “poliziotto” perché dal ’97 al 2001 è stato capo della squadra mobile di Lecco, ma da vent’anni la sua carriera è in Regione e negli ospedali; da due guida la sanità lombarda. "Lavorava anche dal letto dell’ospedale", ha sottolineato il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, quando il Covid ce l’ha spedito a marzo, e lo sostituiva il suo vice Marco Salmoiraghi. Borrelli dice che Cajazzo "se lo merita" il nuovo "ruolo importante": in Regione c’è solo un altro vicesegretario (il fedelissimo di Fontana Pier Attilio Superti) e la delega "all’integrazione sociosanitaria", creata apposta, riguarda anche il tagliando della riforma della sanità lombarda i cui cinque anni di sperimentazione scadono ad agosto. Lui, Cajazzo, si dice "onorato. Spero di contribuire a scrivere una pagina importante". Ed esprime "enorme gratitudine" a chi ha "combattuto insieme a me questo nemico sconosciuto, invisibile, micidiale".

E però la sostituzione del primo tecnico della sanità lombarda, che per tempismo ha colto molti di sorpresa, è apparsa come la prima testa a saltare per le polemiche sulla gestione dell’emergenza Covid nella regione più martoriata per distacco. "È una chiara ammissione di colpa. Fontana, dopo mesi di vittimismo, accetta la piena responsabilità politica della Lega", attacca il viceministro grillino Stefano Buffagni. "È la prima sostituzione tra gli uomini che hanno gestito l’emergenza - osserva Fabio Pizzul, capogruppo Pd al Pirellone -. Ma è la politica la vera responsabile". "Fontana prosegue sulla spartizione politica – accusa il consigliere pentastellato Gregorio Mammì –, nominando direttore generale Trivelli, manager nato all’ombra di Formigoni e cresciuto con Maroni".

Trivelli, 56 anni, già direttore del Niguarda che superò brillantemente (come anche Cajazzo) pure il “quizzone”-falcidia di metà degli allora dirigenti di Asl e ospedali, torna a Milano dopo due anni al Civile. Lo sostituirà Massimo Lombardo, in arrivo dall’Asst di Lodi, dove sarà rimpiazzato, a quanto si apprende, da Salvatore Gioia, attuale direttore amministrativo dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano. A Brescia, provincia da 15mila contagiati, Trivelli s’è inventato un suo modello di gestione del Covid con triage in tenda e area filtro da quasi 80 letti nell’ex lavanderia. Per il nuovo incarico si è detto "un po’ preoccupato, spero di fare bene. In Lombardia lavorano 120mila persone in sanità e bisogna permettere a tutti di lavorare bene. Non è il capo da solo che conta".