San Siro durante un derby
San Siro durante un derby

Milano, 25 giugno 2019 – La politica milanese fa muro contro l’annuncio scandito ieri a Losanna da Paolo Scaroni e Alessandro Antonello. Il presidente del Milan e l’amministratore delegato dell’Inter per la parte finanziaria hanno fatto sapere di essersi risolti per l’abbattimento dello stadio di San Siro e la costruzione di un nuovo stadio proprio nell’area a ridosso dell’esistente.

Una scelta comunicata nel luogo e nelle ore in cui i delegati del Comitato olimpico internazionale (Cio) stavano decidendo a chi assegnare l’edizione 2026 delle Olimpiadi invernali, se all’accoppiata Stoccolma-Aare o se a Milano che, in gara insieme a Cortina d’Ampezzo, aveva inserito proprio San Siro nel dossier di candidatura. Sul glorioso prato del Meazza continua ad essere prevista la cerimonia di apertura dei Giochi. Il voto del Cio è stato favorevole a Milano ma la polemica si è accesa inesorabile. Pierfrancesco Majorino, eurodeputato del Pd ed assessore comunale alle Politche sociali, ne fa una questione di modi e di tempi: «Trovo davvero sconcertante – dice – il modo di fare di Inter e Milan che hanno annunciato le loro intenzioni sullo stadio ignorando totalmente il fatto che vi è una città con cui fare i conti. Al di là della scelta incredibile della data, proprio il giorno della proclamazione riguardante le Olimpiadi, che ha costretto il sindaco ad una ovvia e necessaria puntualizzazione, mi pare incredibile vedere come ci siano interessi privati che non intendano confrontarsi col fatto che la città non è uno zerbino di alcuni grandi gruppi». Filippo Barberis, capogruppo milanese del Pd, sottolinea: «Abbiamo sempre preferito la riqualificazione dell’esistente all’abbattimento. Non è possibile? Non è sostenibile? Che le due squadre ci spieghino approfondimentamente il perché dato che il Comune resta il proprietario dello stadio e la città è molto legata a San Siro e non può essere messa davanti ad una presa d’atto».

In rivolta anche Forza Italia. «Tralasciando l’imprudenza e il pessimo tempismo di certe esternazioni, l’ipotesi di un eventuale abbattimento dello stadio San Siro non è all’ordine del giorno – afferma Gianluca Comazzi, capogruppo in Consiglio regionale –. Come ha sottolineato anche il sindaco, il Comune è proprietario della struttura e ogni decisione dovrà passare da un momento di confronto tra i soggetti interessati e i rappresentanti istituzionali. Personalmente sono contrario alla demolizione di uno stadio che ha segnato la storia di Milano e del Paese». «San Siro – dichiara a sua volta Marco Bestetti, presidente forzista del Municipio 7 – è un monumento, un simbolo di Milano nel mondo che non può essere cancellato con un colpo di ruspa. Chiediamo a tutti i cittadini di aderire al Comitato “No demolizione di San Siro” per promuovere una raccolta firme per l’indizione di un referendum cittadino sul futuro dello stadio, che è di proprietà dei milanesi». «San Siro non si tocca, rappresenta la storia del calcio milanese – insorge Max Bastoni, consigliere comunale e regionale della Lega –. La valutazione finale dovrà passare dal Consiglio comunale». Infine Patrizia Bedori, consigliera del Movimento 5 Stelle: «San Siro è un pezzo di storia di Milano: l’idea che verrà demolito lascia l’amaro in bocca. Detto ciò, mi auguro che la costruzione di un nuovo stadio non coincida con l’ennesima colata di cemento e con quel consumo di suolo che continua a togliere spazi verdi alla città».