Delpini “apre“ alle omelie con ChatGPT: "Sfida per l’umanesimo"

Delpini “apre“ alle omelie con ChatGPT: "Sfida per l’umanesimo"

Delpini “apre“ alle omelie con ChatGPT: "Sfida per l’umanesimo"

Omelie scritte con l’aiuto di ChatGPT? "Penso che le facciamo già. In fondo si tratta di mettere a disposizione un’immensa quantità di dati - per esempio tutte le omelie di un bravo predicatore, o i commenti biblici - per la redazione di un testo, e dunque anche l’omelia rientra in questa possibilità, anche se non è un testo ma una testimonianza, frutto di un rapporto e di un’interpretazione personale della Parola di Dio". Così l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, in un’intervista rilasciata al settimanale Famiglia cristiana in occasione della Giornata dell’Università Cattolica “benedice” non tanto il chatbot temporaneamente bloccato in Italia dai suoi proprietari, l’organizzazione OpenAI, in attesa di risolvere alcuni problemi sollevati dal Garante della Privacy (che riguardano raccolta di dati personali sensibili, trasparenza e profilazione degli utenti, rischio di far circolare informazioni inesatte e assenza di controlli sul suo utilizzo da parte di minori di 13 anni), ma, più in generale, la possibilità di un uso “buono“ dell’intelligenza artificiale. Che è, secondo l’arcivescovo Delpini, "una sfida per l’umanesimo".

L’Ia (o AI, in inglese) "è certo il frutto di investimenti enormi, chi la sta mettendo a punto lo fa per arricchire chi l’ha prodotta, non mi pare ci siano dietro dei filantropi – ragiona l’arcivescovo di Milano –. Se invece la gestione fosse “politica“ nel senso alto del termine, allora si potrebbe mettere l’Intelligenza artificiale al servizio dell`umanità". Senza escludere, appunto, nemmeno il suo utilizzo da parte dei parroci, per sfruttarne le immense potenzialità di gestione di dati e informazioni come supporto nella stesura delle omelie.

Nell’intervista, monsignr Delpini si rivolge anche ai giovani, invitandoli a "ribellarsi" al pessimismo dei loro padri e a "uscire allo scoperto".