Decima scuola occupata: è il Maxwell. Ma i manifestanti dormono fuori

Il preside: "Blitz inaccettabile, avevamo sollecitato noi il dialogo. E poi ci bloccano"

Decima scuola occupata: è il Maxwell. Ma i manifestanti dormono fuori

Decima scuola occupata: è il Maxwell. Ma i manifestanti dormono fuori

La decima occupazione suona all’istituto superiore Maxwell. In mattinata il blitz, con catenacci per chiudere i cancelli, professori e studenti che cercavano di entrare a fare lezione e compagni che proponevano programmi alternativi, unendosi all’ondata di proteste cominciata il 30 gennaio. Fino a tarda sera sono continuate le trattative tra gli occupanti e il preside Franco Tornaghi per restare a dormire almeno in palestra (come due anni fa, dopo un accordo controfirmato). "La scuola è chiusa – spiega Tornaghi –, qualcuno è rimasto nel perimetro. Non concederò spazi interni perché è un atto illegale, eterodiretto e inaccettabile. La lettera con le motivazioni mi è stata fatta recapitare due ore dopo". Nel fitto elenco, "più attenzione alla salute mentale degli studenti, una modifica alle valutazioni, miglioramenti alle infrastrutture scolastiche e più ascolto". "Come scuola abbiamo sempre lavorato per organizzare autogestioni e cogestioni e quest’anno neanche ci è arrivata la richiesta dagli studenti del Maxwell, contrariamente a quanto sta accadendo al Settembrini. Li avevamo addirittura sollecitati ma non erano interessati. E improvvisamente bloccano tutto perché dovevano fare la nona o la decima occupazione. Non è libera espressione del disagio giovanile", ribadisce il preside mentre un gruppetto dice che resterà a dormire sui gradoni. Si.Ba.

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