"Da Pero a Legnano in bicicletta: meno traffico e smog"

La Città Metropolitana di Milano presenta la Linea 15 radiale del Biciplan "Cambio": 22 km da Pero a Legnano, 110mila mq rigenerati, 10,5 milioni di euro di costo, 750 km complessivi, illuminazione adattiva e fotoluminescente. Fine dei lavori nel 2025.



"Da Pero a Legnano in bicicletta: meno traffico e smog"

"Da Pero a Legnano in bicicletta: meno traffico e smog"

Ventidue chilometri di lunghezza, da Pero a Legnano, attraversando i Comuni di Rho, Pogliano Milanese, Lainate, Nerviano, Parabiago, Canegrate, San Vittore Olona. Ben 110mila metri quadrati rigenerati in due aree, quella dell’Alto milanese e quella Nord Ovest, per un costo totale di 10,5 milioni di euro. È la Linea 15 radiale del Biciplan "Cambio" della Città Metropolitana di Milano, la colossale infrastruttura ciclabile di 750 chilometri. Fine dei lavori nel 2025. Progetto e numeri sono stati illustrati ai sindaci dei Comuni interessati dalla linea. Erano presenti il sindaco di Pero, Maria Rosa Belotti e quello di Pogliano Milanese Carmine Lavanga, e gli amministratori comunali di Nerviano, Canegrate, Legnano. "L’incontro organizzato da Città Metropolitana è stato molto interessante. Questa iniziativa permette ai Comuni di lavorare insieme per offrire al territorio una infrastruttura molto bella e sostenibile, utile per incentivare all’uso della bicicletta e per collegare i nostri territori - dichiara la Belotti -. Da sempre sono convinta che potenziando la ciclabilità sul territorio ci saranno meno emissioni, meno traffico e più sicurezza".

Soddisfazione anche da parte del sindaco poglianese Lavanga, che ha partecipato insieme all’assessore all’Urbanistica Luca Colombo, "si tratta di un’opera importante e fortunatamente già finanziata, è stata anche individuata l’impresa e i lavori inizieranno tra ottobre e novembre. Interesseranno il tratto del Sempione dove già stiamo lavorando per realizzare una nuova rotonda". La pista, riconoscibile dalla pavimentazione di colore rosso, avrà caratteristiche innovative, per esempio l’illuminazione fuori dai centri abitati sarà di tipo adattivo, cioè che si attiva al passaggio dei ciclisti. Negli ambiti extraurbani da tutelare dal punto di vista dell’inquinamento luminoso, oltre all’illuminazione adattiva, è prevista la sperimentazione di elementi fotoluminescenti capaci di immagazzinare la luce di giorno o in condizioni di illuminazione artificiale per emetterla al buio. Questo consente di rendere più visibile il tracciato per una maggiore sicurezza. Roberta Rampini