Da Cordusio alle strade di Nolo. I rapinatori della Shammah e la notte da predoni seriali

Blitz della Mobile: in manette due ventenni marocchini, accusati di aver aggredito la regista. Cinque ore dopo il raid, furono presi in flagrante per aver derubato due fratelli in via Oxilia.

Da Cordusio alle strade di Nolo. I rapinatori della Shammah e la notte da predoni seriali

Da Cordusio alle strade di Nolo. I rapinatori della Shammah e la notte da predoni seriali

Il colpo in via Bocchetto poco dopo le 23. La fuga con la collana da 1.500 euro strappata alla regista Andrée Ruth Shammah. E il nuovo raid cinque ore dopo a Nolo, con arresto in flagranza. La serata da predoni seriali di Amin E. e Bader Z., entrambi marocchini di 20 anni, è ricostruita nell’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Alessandra Di Fazio su richiesta del pm Antonio Cristillo, che ieri mattina ha portato a San Vittore i due giovani nordafricani per la rapina subìta dalla fondatrice del Franco Parenti meno di due mesi fa in pieno centro.

Ecco la ricostruzione. Sera del 31 gennaio scorso, Shammah sta percorrendo via Santa Marta: dietro di lei ci sono due turisti americani e una donna, che la superano quando lei si ferma ad ammirare l’ingresso di un albergo, "ttirata dalla sua bellezza". Poi l’artista riprende a camminare in cerca di un taxi e sorpassa nuovamente i tre. È in quel momento che le si para davanti un ragazzo: lei lo guarda in faccia e si spaventa, temendo che possa farle del male. A quel punto, spiegherà agli investigatori, la regista si gira di scatto per avvicinarsi ai tre che sono dietro di lei: "Mi sono letteralmente avvinghiata al braccio della signora", dirà Shammah, per dare l’impressione al giovane sconosciuto di essere in sua compagnia e "vincere la paura". Negli stessi istanti, altri due giovani si avvicinano agli americani e li abbracciano in un modo che la fondatrice del Parenti definirà "strano". È un diversivo: Amin E. le dice solo "Sigaretta?", poi la prende alle spalle e la depreda della collana, strattonandola così energicamente da farla sbattere contro il cofano di un’auto.

La mattina dopo, Shammah si presenta in Questura per sporgere denuncia, dopo aver scritto un post su Facebook poi rimosso per la raffica di commenti negativi sulla sicurezza in città. Gli specialisti dell’Antirapine della Mobile, guidati dal dirigente reggente Domenico Balsamo e dal funzionario Francesco Federico, la accompagnano sul luogo del colpo e rifanno con lei le strade percorse la sera prima, a caccia di telecamere utili: quella buona è montata proprio davanti all’hotel. I filmati mostrano due ragazzi: uno in particolare ha un tatuaggio sul collo. A quel punto, gli agenti consultano le banche dati delle forze dell’ordine, concentrando la ricerca su giovani di 20-30 anni, nordafricani, con tatuaggi sul collo. Gli archivi rimandano l’identikit di Bader Z. I poliziotti scoprono pure che cinque ore dopo, alle 3 del primo febbraio, il ventenne marocchino è stato arrestato dai carabinieri della stazione Garibaldi per una rapina tra via Cavalcanti e via Oxilia ai danni di due fratelli, depredati degli smartphone; con lui c’era pure Amin. I poliziotti visionano pure quelle immagini e trovano la prova decisiva: gli abiti indossati dai due aggressori di Nolo sono identici a quelli dei dai rapinatori della Shammah, come mostra un filmato registrato da un occhio elettronico di via Soperga. Dopo l’arresto del primo febbraio, il giudice della direttissima ha convalidato il provvedimento e ha disposto per entrambi il divieto di dimora a Milano. Un divieto che Bader Z. ha violato il 9 febbraio, quando è stato bloccato ancora per rapina. Ora il nuovo arresto della Mobile.

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