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6 mag 2022

Crisi, guerra e sostegno dei consumi

bruno
Cronaca

Bruno

Villois

orizzonte appare sempre più cupo. Inflazione e guerra sono i due imputati in grado di creare un enorme arretramento della qualità della vita di ogni tipo di ceto sociale, scardinando ulteriormente quelli più fragili, che sono anche di gran lunga quelli più numerosi. L’accelerazione tecnologica, che è stata fonte primaria dell’evoluzione socio-economica, potrebbe subire uno stop e creare un arretramento per quelle società, tra cui la nostra, che non sono riuscite a stare al tempo con i tempi, mantenendo abitudini e consuetudini che hanno fatto perdere l’occasione di poter concorrere, con pari completezza di mezzi e capacità, alle sfide del futuro.Dove viceversa ci sarà un ulteriore utilizzo, e quindi concreti vantaggi, sarà in quelle società che hanno posizionato la digitalizzazione al vertice dei servizi e delle attività industriali ma anche commerciali, con internet dominatore e gli algoritmi regolatori del traffico. In Italia anche le realtà più evolute, come l’intero settentrione con i testa la Lombardia e soprattutto Milano, sono ancora arretrate nella messa in atto e nella gestione di servizi essenziali tra i quali spiccano i trasporti e ogni attività connessa a cominciare da quella logistica. Il tentativo di recuperare il tempo perduto, attrverso l’utilizzo delle risorse del PNRR, potrebbe subire uno stop a causa delle esigenze, sempre più pressanti,di destinarne parte rilevante a limitare i danni dei costi energetici e ben presto di tutti quelli derivanti dalla crescita del costo della vita. Ad oggi il Governo ha stanziato oltre 35 miliardi di euro pro riduzione dei prezzi di gas e carburanti, prezzi che, va detto, erano già volati ben prima dell’inizio della guerra ucraina. E’ verosimile pensare che almeno altrettante risorse finanziarie dovranno essere previste per sostituire le forniture russe, a cui si aggiungeranno quelle da indirizzare a calmierare l’inflazione dipendente da altre fonti, la cui entità, non sarà certo inferiore a quelle dell’energia. D’altronde in presenza di un possente calo del potere di acquisto e per evitare una stagnazione dei consumi, il Governo dovrà sostenere il reddito per almeno le fasce più deboli e, la coperta, PNRR a parte, è già corta adesso.

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