LUCA BALZAROTTI
Cronaca

Covid: il vero problema è la mancanza di chi vaccina

L’OITAf ha calcolato l’indice di efficacia: la Lombardia ha lo 0,3 leggermente sotto la media nazionale. Preoccupano i pochi infermieri

 Marco Comelli

Marco Comelli

Milano, 20 gennaio 2021 - La Lombardia ha un indice di efficacia di quasi 0,3 (0,298788631). Leggermente al di sotto della media nazionale (che supera di qualche decimale lo 0,3) ma il doppio del risultato del Lazio (0,14). A calcolarlo per la prima volta è l’Osservatorio interdisciplinare trasporto alimenti e farmaci (OITAf) "sulla base del numero delle persone da immunizzare, non da vaccinare", precisa il segretario generale Marco Comelli. "Questo indice è l’unico che tiene conto del risultato di questa campagna. Gli altri invece calcolano solo quante dosi consumi rispetto a quelle che hai ricevuto, che non significa nulla rispetto al vero obiettivo: immunizzare le persone dal Covid". Alla vigilia della partenza dei primi richiami - la seconda iniezione da somministrare per completare la vaccinazione - in Lombardia risultano effettuate il 30% delle somministrazioni su un target di 308.494 (dati aggiornati al 17 gennaio) previsto per la prima fase (operatori sanitari e anziani ricoverati nella Rsa) e comunicato lo scorso 7 dicembre nel corso del vertice Stato-Regioni. "L’indice di efficacia, ovvero quanto ogni Regione è vicino al risultato, – spiega Comelli – è buono per la Lombardia. Ci sono realtà più avanti (il Piemonte con 0,40 e il Veneto con 0,35 ad esempio) ma anche altre molto più indietro, come il caso del Lazio".

A preoccupare l’OITAf non sono né le dosi di vaccini - "ci sono e non è un ritardo di due giorni ad alterare il risultato" – né di vaccinandi, le persone a cui somministrare le dosi visto che le adesioni sono cresciute dopo qualche titubanza iniziale. "La vera criticità – mette in guardia Comelli – sono i vaccinatori. Chi farà i vaccini? Sono state utilizzate tutte le risorse finora, non ci sono “scorte“ di personale disponibile. E ora al target a cui effettuare ancora la prima somministrazione si aggiungeranno i destinatari dei richiami". Le ragioni – spiega OITAf – sono "nel flop del bando che ha creato più medici che infermieri. Un risultato che può andare bene solo se i medici effettuano i vaccini". C’è poi un aspetto logistico da considerare: "In questa prima fase si vaccinano 1,8 milioni di persone. Quando inizierà la fase di “massa“ ce ne saranno 40 milioni e l’assenza di vaccinatori si farà sentire ancora di più: tra i vaccinatori vanno considerati non solo le persone che somministrano la dose ma anche le unità mobili da inviare ad esempio nei paesi di montagna. Occorre intervenire per porre un rimedio alla mancanza di coordinamento centrale: altrimenti si rischia di lasciare alle Regioni il compito di trovare delle soluzioni. E ce ne saranno 21 diverse".