Vimodrone  “Ho accompagnato mia madre di 99 anni a Pieve Emanuele per il vaccino: assurdo”. Settantadue chilometri andata e ritorno. Ma possono diventare anche un’ottantina. Dipende dalla strada e dall’ora. La Regione sbaglia Cap e il caos punture irrompe a Vimodrone. Le famiglie sottoposte al tour de force non si capacitano: “Prima la prenotazione on-line, adesso la trasferta forzata”. Enrico Beroni racconta il viaggio con la madre. “Il 2 marzo la prima dose, il 23 dovremo tornare per la seconda. Sono pensionato e ho potuto accompagnarla, ma chi non ha nessuno cosa fa?”. E’ stato difficile. “Il percorso è lungo, i disagi notevoli, siamo stati costretti a tenere la mascherina perché non siamo conviventi . E poi c’è stato il problema di trovarsi in posti sconosciuti. Infine, la sorpresa più grande. Lo stupore della protezione civile e dell’amministrazione colte in contropiede dalla presenza dei vimodronesi’”. “Erano convinti di avere messo la palestra a disposizione dei loro concittadini e dei paesi vicini. Invece si sono ritrovati noi davanti”. Unica consolazione: “Sono stati tutti gentilissimi. Medici e infermieri dell’Ats hanno fatto il possibile per fare sentire la mamma a proprio agio”.

Il sindaco Dario Veneroni è infuriato. “Gli ultraottantenni sono stati spediti sia a Pieve Emanuele che a Cesano Boscone per fare la puntura. Il portale gestito da Aria ha fatto confusione con gli indirizzi, non ha recepito i nuovi codici di avviamento postale cambiati di recente, e alla fine i più deboli rischiano di pagare il conto. Ancora una volta dobbiamo rimediare agli errori del Pirellone. Prima le mascherine, poi l'antinfluenzale, i dati, i tamponi e ora questo. Hanno superato il limite. Gli anziani non meritano un simile trattamento”. Il problema è “non sprecare neanche una fiala”, così il Comune ha deciso di metterci una pezza e ha organizzato il trasporto con i volontari della Pubblica Assistenza Vimodronese per “i nonni soli che non hanno familiari”.

La decisione di scendere in campo è arrivata “dopo un chiarimento con i vertici di Ats Milano. Si sono scusati per l’inconveniente, ma hanno detto che non sarebbero stati in grado di offrire alternative prima del 9 marzo. Da qui la scelta di non perdere altro tempo prezioso”. I servizi sociali si sono messi subito in moto, hanno aperto una linea telefonica per ricevere le richieste di aiuto (02-25077237). “Speriamo che l’algoritmo venga corretto al più presto, altrimenti dovremo accompagnare 1.800 pazienti in ambulatorio”. Finora l’Asst Melegnano-Martesana nei quattro centri di Trezzo, Melzo, Binasco e Vizzolo ha fatto la prima puntura a 2.500 over 80 su 47mila in attesa. “E parliamo della categoria più a rischio – aggiunge il sindaco -. Non oso pensare cosa succederà con gli altri”.