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16 giu 2022

Corruzione e recessione: mali italiani

16 giu 2022
alberto
Cronaca

Alberto

Mazzuca

Niente, nessuna svolta. Continuano ad essere eletti impresentabili, appoggiati da altri impresentabili(è il caso di Palermo), la corruzione e la mafia in tutte le sue diverse forme sono sempre forti, solo ora si scopre che per gli autonomi la cassa integrazione non ha mai funzionato, che le riforme della burocrazia sono delle bufale (lo sa Brunetta che in Italia ci sono meno dipendenti pubblici che in Germania e nel Regno Unito?), che da noi migliora solo l’occupazione a termine e quindi quella più fragile. Lo spread ha raggiunto livelli alti, le Borse sono impazzite, i risparmi vanno in fumo, il prezzo ora vince sulla qualità. Le male bestie, che da sempre hanno frenato una robusta crescita di questo Paese, sono ancora lì bloccando con i loro tentacoli quelle buone iniziative che pur ci sono state in passato. Eppure i politici si muovono come se tutto fosse causato dalla guerra ucraina e dalle sanzioni imposte alla Russia e parlano dei loro interessi, se qualcuno ha preso lo 0,5% in più, se davvero la Bce vuole commissariare l’Italia ricorrendo al solito Draghi, come non perdere potere. Si sono accorti che l’economia del Paese e gli stili di vita stanno già cambiando profondamente? Non in meglio, ma in peggio. Lasciamo da parte l’élite, i vip, i ricconi: ammanicati con gli uomini che contano, loro se la caveranno sempre. Ma gli altri? Quelli che campano con il loro stipendio, con le loro pensioni, con il loro lavoro da autonomi e artigiani? Le banche centrali sembrano decise a fermare la crescita dell’inflazione costi quel costi, anche al prezzo di una recessione. Che è poi la situazione in cui ci troveremo a vivere. Buona parte delle risorse vengono incanalate verso iniziative di lungo respiro, dalla costruzione di macchine elettriche al miglioramento della linea dell’alta velocità, ma intanto, con il gas, la benzina e il grano schizzati alle stelle, non si fanno gli investimenti in idrocarburi (e se pensassimo a qualche buco nell’Adriatico per avere il gas che serve a fare vivere le imprese?), in impianti fertilizzanti, in rigassificatori. Addio al concetto di sussidiaretà.

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