di Giovanni Chiodini Alla casa di riposo Opera don Guanella si sta cercando di tornare alla normalità dopo le paure della pandemia, che ha mietuto migliaia di vittime proprio tra gli anziani ospiti delle residenze sanitarie. Ieri c’è stato il primo ingresso di un parente nella casa di riposo, dopo mesi in cui i degenti non hanno potuto ricevere visite. "Ti trovo bene dai, mangi? fai la fisioterapia? indumenti di ricambio ne hai abbastanza?". Sono queste le domande che il parente solitamente...

di Giovanni Chiodini

Alla casa di riposo Opera don Guanella si sta cercando di tornare alla normalità dopo le paure della pandemia, che ha mietuto migliaia di vittime proprio tra gli anziani ospiti delle residenze sanitarie. Ieri c’è stato il primo ingresso di un parente nella casa di riposo, dopo mesi in cui i degenti non hanno potuto ricevere visite. "Ti trovo bene dai, mangi? fai la fisioterapia? indumenti di ricambio ne hai abbastanza?". Sono queste le domande che il parente solitamente rivolge all’anziano, domande dietro alle quali si celano affetto, attenzione e desiderio di vicinanza.

"Il protocollo da rispettare è rigido, ma non è qualcosa su cui si possa avere margine di discrezionalità. Il visitatore deve farsi misurare la temperatura corporea all’ingresso, indossare la mascherina, igienizzare le suole delle scarpe camminando su tappetini specifici, sanificare le mani con apposito gel, compilare svariati moduli di autocertificazione e liberatorie...e soltanto allora può andare dinanzi alla porta in plexiglass oltre la quale lo attende il suo caro" testimonia l’operatore Diego Colombo. Le persone sono comunque divise da un plexiglas dotati di fori per consentire un minimo passaggio di suono attraverso il pannello. "Un nostro operatore è nella stanza in cui sta il degente, per mediare la conversazione a causa dell’ipoacusia, condizione comune negli anziani".

La gioia e la soddisfazione che si leggono negli occhi degli anziani è davvero tanta. "In questi incontri ci si sorride, ci si parla, ci si manda baci con le mani, si ride e si piange insieme, seppur divisi da un limite trasperente ed invalicabile. Si avvicina lo smartphone alla barriera, per far vedere nipoti e pronipoti, perché si sa, ad una certa età la memoria va tenuta in allenamento" aggiunge l’operatore "Sono concessi 15 minuti di colloquio ad ospite, poi il visitatore deve andar via, e per ritornare dovrà attendere che tutti gli altri degenti abbiano ricevuto le loro visite. A spanne, quindi, una visita ogni tre settimane. È poco, e la modalità di visita è assai triste, ma è tutto quello che ci è consentito fare per ora".

E questo per non compromettere gli ottimi risultati ottenuti in questa casa di riposo durante l’emergenza Covid. All’Opera don Guanella, stando ai dati dell’Ats, non ci sono stati vasi accertati o sospetti Covid né tra gll ospiti come pure tra gli operatori. In questo periodo ci sono nove decessi tra gli ospiti in media con i decessi avuti negli anni passati, data l’età molto avanzata degli ospiti.