Clienti in coda davanti a un supermercato dove gli ingressi sono stati contingentati
Clienti in coda davanti a un supermercato dove gli ingressi sono stati contingentati

Milano, 9 aprile 2020 - Supermercati aperti anche a Pasquetta, dipendenti sotto pressione da anche per far fronte a un tasso di malattia che nel settore si aggira "sul 30-40% con picchi anche superiori". E sindacati Cgil, Cisl e Uil che lanciano un ultimo appello al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: "Emani un’ordinanza per chiudere i negozi di alimentari almeno nelle festività, come è stato fatto in altre regioni come Veneto ed Emilia Romagna. I dipendenti hanno bisogno di riposo e gli ambienti devono essere sanificati". Lo scenario è quello di un aumento della clientela, in alcuni casi raddoppiata, a causa della chiusura di uffici, mense e ristoranti. E carichi di lavoro in più anche per seguire le misure di sicurezza anti-coronavirus. Le imprese "fanno affari senza regole" nel nome della necessità di garantire l’accesso al cibo. C’è quindi chi ha scelto di limitare gli orari e chiudere la domenica e chi invece resta aperto.

«Molti punti vendita apriranno anche a Pasquetta – spiega Marco Beretta, segretario generale della Filcams-Cgil Milano – perché nessuno gli impedisce di farlo. La Regione è latitante". Stefano Galli, segretario Fisascat-Cisl, sottolinea che di fronte all’alto tasso di dipendenti in malattia "chi resiste arriva a fare turni di 10-12 ore al giorno". Una categoria "sinora sotto fortissima pressione e all’inizio senza dispositivi di protezione", sottolinea il segretario generale della Uil Milano e Lombardia Danilo Margaritella. Sulla stessa linea il segretario generale Uiltucs Lombardia Michele Tamburrelli, che chiede "attenzione per il settore". Se commessi e magazzinieri sono sotto pressione, non sono da meno i lavoratori della filiera dell’e-commerce, driver e addetti nelle piattaforme della logistica dove dilagano i contagi. Oggi è stato indetto uno sciopero di tutti i corrieri e i magazzinieri in appalto alla Gls Enterprise nell’area del Milanese.

"Questa nostra azione di lotta – spiegano i sindacati – si rende necessaria data la mancanza di volontà dimostrata dalla Gls nelle misure in materia di contenimento del Covid 19". Altre azioni potrebbero essere messe in campo contro Amazon e la sua filiera. Il colosso dell’e-commerce, tra l’altro, aveva annunciato che avrebbe consegnato solo beni di prima necessità. Promessa che, secondo i sindacati, "è rimasta solo sulla carta", una vuota operazione di marketing. "In questi giorni siamo andati noi nelle aziende e abbiamo consegnato duemila mascherine – spiega Luca Stanzione, segretario generale della Filt-Cgil Lombardia – visto che i datori di lavoro non le forniscono. Nei magazzini bisogna spalmare i turni in modo da ridurre la presenza contemporanea di dipendenti, evitare contatti, Di fronte alla carenza di controlli finisce che le aziende devono rispondere di tutte le mancanze solo alla propria coscienza".