Martina Levato, a sinistra e Alexander Boettcher, a destra
Martina Levato, a sinistra e Alexander Boettcher, a destra

Milano, 18 marzo 2016 - «Lui mi controllava così: con le violenze viste nei video, creando dentro di me un forte senso di colpa, isolandomi dagli amici e dalla famiglia. Alex voleva essere il mio unico punto di riferimento, al punto che mi costringeva a chiamarlo ‘papà’… andavo rieducata, avevo peccato tradendolo, un lutto per lui». Ecco il dossier Levato, in pillole. Parla di cinghiate e di mutilazioni progettate da Boettcher per punire l’amante che lo aveva tradito, tanto da farle perdere un braccio o una gamba in un incidente programmato. E parla per la prima volta di Alex come «regista» di tutte le aggressioni sugli ex di lei. È l’antipasto che Martina offre all’undicesima penale, che forse già il 22 dovrà emettere sentenza sul suo ex, Alexander Boettcher the king. Sei fogli in stampatello da brava ragazza, dove chiede di essere risentita per dire la «verità» e «rendermi finalmente libera e nuovamente padrona di me stessa». Vi racconta la «paura» per sé e «per i familiari, bersaglio facile». Racconta l’obbligo al «silenzio a lei e ai suoi genitori», l’imposizione di «infinite prove d’amore» da «marchiature, tatuaggi, incisioni» all’«assistere a rapporti con altre donne, accettare pratiche di dominazione sessuale e offese continue».

Ma la «schiava» si è liberata («grazie alla detenzione mi sono sentita al sicuro…»), e ne è convinta il suo legale Alessandra Guarini, o è solo un’ancora lanciata al suo Alex? Accusarlo di un nuovo reato, come le coltellate ad Antonio Margarito, potrebbe fermare il dibattimento in rito ordinario per accedere a un abbreviato con sconto? Meglio far parlare Martina. E lei pensava di meritarlo, e aveva paura. Perché? Alex «mi aveva proposto di simulare un incidente stradale e procurarmi gravi lesioni fisiche». Voleva «che perdessi un braccio, una gamba, che non fossi più desiderabile agli occhi degli altri». E «nel pc di mio padre» le «ricerche su come simulare un incidente» che lei fece.

Ecco l’Alex regista delle aggressioni sugli ex. Antonio Margarito fu quasi evirato, ma finora Boettcher non ne risponde. «L’idea di incontrarlo fu di Alex, fu Alex a pilotare la mia denuncia affinché i fatti sembrassero più credibili e più gravi. Fu lui a chiedermi di ferire Margarito con il coltello». Ora i legali di parte civile, Roberto Parente e Marco Menegatti, chiedono «sviluppi giudiziari» visto che Boettcher risulta «ideatore e mandante anche dell’aggressione al Margarito». Giuliano Carparelli: Alex volle «l’aggressione perché con lui avevo avuto un’effusione proprio nel momento in cui la nostra relazione era già solida». Tanto da organizzare «un secondo tentativo». «Io sono felice di aver sbagliato quel lancio, perché non volevo assolutamente fare del male a Giuliano». Anche per Pietro Barbini «regia di Alex», presente «per controllare». «In base al piano dovevo essere solo io a finire in carcere, né lui né Andrea Magnani, che ha sempre avuto un ruolo secondario», soggetto al «potere di seduzione» di Boettcher. E su Stefano Savi, vittima scambiata (per sbaglio)? «Sono pronta a chiarire, non sono più in grado di escludere la responsabilità di Alex».