Alexander Boettcher (Newpress)
Alexander Boettcher (Newpress)

Milano, 26 febbraio 2016 - Foto scomode: qualcuno le ha cancellate dal pc di Alexander Boettcher. Ma non lui, che era stato arrestato. Altri. Manine o manone? Le foto di Pietro Barbini, le foto di Giuliano Carparelli. Il primo è l’ex compagno di Martina Levato che con lei aveva intrecciato una relazione complicata; il secondo è un bel tenebroso divenuto incontro occasionale da disco, da troppi drink e da sesso in strada con lei. Le foto di due dei tre ragazzi (il terzo è Stefano Savi che verrà aggredito perché sarebbe stato scambiato per la somiglianza con Giuliano Carparelli), che diventeranno target della banda dell’acido. Erano sul computer di Alexander Boettcher, quelle immagini che ora assumono valore di prova, insieme con altro materiale, e a inviargliele sarebbe stata proprio Martina Levato. Poi, da quel pc sono state cancellate dopo che Alexander, il 28 dicembre 2014, è finito a San Vittore, fermato con tanto di martello mentre inseguiva Pietro Barbini che Martina aveva investito di acido solforico.

Dopo quel 28 dicembre, Alex non può mettere mano al suo pc - collocato nell’ufficio aggregato all’abitazione di viale Campania - e che verrà sequestrato dalla polizia solo il 15 gennaio. E tra il 12 e il 13 gennaio, una manina, o una manona, passa la spugna, con indicazioni precise, o in forza di una banale conoscenza corrente da Google, azionando l’applicazione Pc Cleaner, che spazzola via parte dei dati. Tra questi le foto divenute peggio che indizianti, peggio che compromettenti, di vittime sfregiate dall’acido, come Pietro, o salvatesi solo grazie alla pioggia, nel caso di Giuliano. E di Giuliano Alex in aula esclude qualsiasi contatto: non lo conosce, dice.

La cancellazione dei dati emerge tra le pieghe del dibattimento, il 15 febbraio, quando la difesa di Boettcher (avvocati Michele Andreano e Giovanni Flora) solleva la questione della legittimità di alcune procedure dell’estrazione dei dati dal pc di Boettcher, contestando la modalità usata dalla polizia che avrebbe fatto solo un’impropria “copia immagine”: in quest’occasione, in forza del nuovo perito informatico (Mariano Pitzianti) si evidenzia che risultano cancellati dei dati. Si profila il fumo di una manipolazione ai danni dell’imputato?

La palla non resta ferma in campo a lungo, viene raccolta dalle parti civili (gli avvocati Paolo Tosoni, Andrea Orabona, Chiara Graffer, Roberto Parente e Benedetta Maggioni) che girano la domanda al loro team informatico, le perite Maria Pia Izzo ed Eva Balzarotti. E quell’osservazione del consulente tecnico della difesa finisce per divenire un boomerang contro Alexander Boettcher. Perché è vero che il pc ha subito il lavaggio di parte di immagini e dati tramite Pc Cleaner, ma risulta improbabile sospettare degli agenti che lo sequestrano solo il 15, bensì di qualcuno più interessato.

E visto che nessuna informazione - giacente in un pc - è destinata davvero all’oblio, ma tutto (o quasi) può esser resuscitato, già dalle prime operazioni compaiono le foto, cancellate, di Pietro e di Giuliano, più altro materiale che verrà depositato alla prossima udienza del 29 febbraio. Lo stesso vale per l’enorme quantità di immagini, più di 10 mila foto e oltre 50 video, resuscitati dall’intera memoria dell’iphone di Boettcher, e resa disponibile da super tecnici israeliani. Foto e video che declinano in ogni possibile desinenza pratiche sessuali dei due amanti, e rimandano all’ossessione di Boettcher per un fisico atletico scolpito da anabolizzanti assunti alla stregua di droghe, e all’ossessione per pratiche meccaniche che accentuino a dismisura dimensione e prestazioni sessuali.