Alexander Boettcher a processo nella gabbia degli imputati
Alexander Boettcher a processo nella gabbia degli imputati

Milano, 15 febbraio 2016 - Sospendere il processo a carico di Alexander Boettcher «almeno per una settimana». Lo hanno chiesto ai giudici i difensori del broker già condannato a 14 anni per un'aggressione con l'acido e alla sbarra per altri blitz,  lamentando che «agli atti manca una copia forense del materiale informatico sequestrato» ad Alex e che «i video e le chat prodotti e mostrati in aula non sono presenti nell'hard disk del telefono. Su 2.552 file non c'è traccia dei video e delle chat prodotti in aula. Noi non li abbiamo trovati». I giudici dell'undicesima sezione penale di Milano hanno però respinto la richiesta.

LA DIFESA - In sostanza, secondo i difensori, gli avvocati Michele Andreano e Giovanni Maria Flora, «non si sa in che modo e da dove i legali delle parti civili» hanno estrapolato i video, mostrati in aula nei giorni scorsi e definiti di «sadismo puro» dal pm Marcello Musso, e le chat che sono state lette in aula nelle scorse udienze. Uno dei legali di parte civile, l'avvocato Paolo Tosoni, ha spiegato, invece, che «i nostri consulenti attraverso un software» hanno estrapolato dal telefono di Boettcher quel materiale. I giudici sono in camera di consiglio per decidere sull'istanza della difesa di sospendere il processo almeno per una settimana per «avere una copia forense di quel materiale da estrapolare anche alla presenza di un nostro consulente».

I GIUDICI - Per i giudici allo stato una sospensione del processo «non appare necessaria» e il collegio, in relazione «al contrasto» sorto tra le parti sull'estrapolazione di video di chat, ha deciso di ascoltare il consulente informatico della procura e quello delle parti civili. Nel frattempo, il processo prosegue con la deposizione di un consulente della difesa, Mariano Pitzianti, chiamato dai legali di Boettcher a deporre sui tabulati telefonici del broker, di Martina Levato e del presunto complice Andrea Magnani.

SOSPENSIONE - Il consulente informatico però non è riuscito ad indicare ai giudici il numero dell'utenza su cui ha redatto una relazione tecnica e, allo stesso modo, nemmeno i difensori ci sono riusciti. Così il collegio è stato costretto a sospendere per 45 minuti il processo. Il Tribunale «rilevato che il consulente della difesa non è in grado di indicare l'utenza del cellulare oggetto del proprio elaborato - ha spiegato il presidente del collegio, Elena Bernante - sospende il processo per 45 minuti». Poco prima lo stesso presidente del collegio aveva detto: «Un consulente dovrebbe sapere a che utenza fanno riferimento i tabulati analizzati». Nemmeno i difensori sono riusciti a capire su quale delle utenze intestate a Boettcher è stata effettuata la consulenza della stessa difesa. Neanche lo stesso Boettcher è potuto intervenire per chiarirlo, perché non è presente in aula.

Dopo la sospensione disposta dai giudici, il consulente tecnico della difesa ha potuto fornire il numero dell'utenza di Boettcher, come chiedeva il collegio. È iniziata, dunque, la deposizione del consulente chiamato dalla difesa a ricostruire i dati sui telefoni del broker, di Martina Levato e del presunto complice Andrea Magnani con un metodo diverso rispetto a quello utilizzato dalla procura. La difesa, in sostanza, vuole dimostrare che il broker non era presente sui luoghi dove vennero aggrediti Stefano Savi e Giuliano Carparelli.

LO PSICHIATRA - Lo psichiatra e consulente della difesa, Luca Castelletti, ha spiegato testimoniando a dibattimento che Boettcher soffre di «un disturbo narcisistico della personalità» e avrebbe «un'ansia da dipendenza» verso Martina Levato - la sua amante già condannata a 14 e 16 anni nei due processi - che vorrebbe «superare». Secondo lo psichiatra, che per conto dei difensori ha visitato Boettcher più volte dal settembre scorso, «nel momento di saluto dopo i colloqui» il broker chiede spesso «aiuto per togliersi di dosso questa dipendenza da Levato». Il consulente, inoltre, ha chiarito che Boettcher non manifesta tratti di «aggressività e vendicatività». Inoltre, lo psichiatra non ha saputo dire se i video mostrati in aula nelle scorse udienze, tra cui quelli nei quali Alex sgozza delle galline e fa bere una bottiglia di urina a Martina, siano o meno una espressione di «sadismo».

Nel corso della deposizione in aula il pm Marcello Musso ha chiesto infatti al consulente della difesa di esprimersi sui video mostrati nelle scorse udienze e anche su un nuovo filmato, estrapolato sempre dai consulenti delle parti civili, nel quale si vede Martina «marchiata a fuoco da Boettcher su un gluteo». Lo psichiatra, però, ha chiarito che «sulla base di questi video non si può concludere nulla, perché il sadismo non è una categoria da manuali diagnostici e io posso esprimermi soltanto sul sadismo sessuale che, invece, è una categoria, ma in questo caso servirebbero più elementi per parlare di sadismo sessuale».

All'inizio dell'udienza di oggi, tra l'altro, l'avvocato Alessandra Silvestri, che già all'inizio del dibattimento aveva deciso di non difendere più nelle attività d'aula Boettcher, ha formalizzato la sua rinuncia al mandato difensivo, lasciando come difensori di fiducia del broker gli avvocati Andreano e Flora.