Coppa Davis 2025 a Milano: primi passi per la candidatura. Dove si potrebbe giocare

Primo abboccamento fra il presidente della Fitp Angelo Binaghi e il sindaco Giuseppe Sala, che apre: “Mi ha chiamato per conoscere il nostro interesse, è chiaro che sarebbe un sogno”

Milano, 5 dicembre 2023 – Utilizzando una metafora tennistica potremmo dire che siamo ai primi palleggi. Il riscaldamento in vista della partita vera, da giocare da qui al 2025. In quell’anno, infatti, Milano potrebbe ospitare la finale di Coppa Davis, il trofeo internazionale di tennis che l’Italia guidata da Filippo Volandari dalla panchina e da Jannik Sinner in campo ha appena riportato nel nostro Paese dopo 47 anni.

La nazionale italiana di tennis in posa con la Coppa Davis
La nazionale italiana di tennis in posa con la Coppa Davis

Al momento si tratta ancora di un’ipotesi. Ma un primo abboccamento fra Angelo Binaghi, presidente della Federazione italiana di tennis, e il sindaco Beppe Sala c’è già stato. A rivelarlo è stato lo stesso primo cittadino, a margine della presentazione dei mercatini di Natale. Sala ha posto i primi paletti. “Deve essere una candidatura forte, senza fare brutte figure – ha detto il sindaco – A noi interesserebbe eccome, sarebbe una cosa prestigiosa. Non lo so quanto sia concreta, Binaghi mi ha chiamato per capire il nostro interesse e il nostro interesse è enorme, è chiaro che sarebbe un sogno".

In questo momento, però, s’impone la prudenza. Sala lo sa, tanto – come spietato ai giornalisti – di aver detto a Binaghi che “se c'è spazio, non solo aiuto ma sono felicissimo, però è chiaro che bisogna fare delle partite che si possono portare a casa. Lui credo che ci stia lavorando, riflettendo". Poi ha concluso affermando che relativamente alla struttura idonea "se c'è interesse, si fa".

Dove si potrebbero disputare le partite

L'Italia che nel 1998 disputò la finale di Davis al Forum di Assago (Archivio Fit)
L'Italia che nel 1998 disputò la finale di Davis al Forum di Assago (Archivio Fit)

Per quanto la ricerca di una sede le strade, in queste occasioni, sono due: utilizzare una struttura già a disposizione, oppure realizzarne una nuova. 

Se si dovesse scegliere la strada dell’usato sicuro, Milano potrebbe giocarsi la carta del Forum di Assago. Nell’impianto nella zona sud-ovest fu disputata la finale del 1998 della Coppa Davis, l’ultima a cui partecipò l’Italia prima del blitz vincente di Malaga. In quell’occasione gli azzurri furono sconfitti 4-1 dalla Svezia. La superficie scelta? Terra battuta, nonostante il contesto indoor. Oggi, probabilmente, si opterebbe per il veloce, sfumata l’attitudine terraiola degli italiani. La scelta del Forum permetterebbe un accesso agevole anche via metropolitana.

Rivale del Forum potrebbe essere il futuro PalaItalia da realizzare nel quartiere di Santa Giulia. L’impianto verrà costruito per le Olimpiadi invernali del 2026, con l'obiettivo di accoglier le partite del torneo di hockey su ghiaccio. Avrà una capienza di circa 15mila spettatori. Il nodo, in questo caso, è il tempo: la chiusura dei lavori, infatti, è prevista per l’autunno del 2025. Sarà possibile un’accelerata per permettere di “inaugurare” lo spazio con la finale di Coppa Davis? E qualora l’intervento si dovesse effettivamente concludere, si riuscirebbe ad allestirlo in tempo per obiettivi diversi rispetto a quelli per cui è concepito? Si vedrà.

Più difficile, invece, virare sull’Allianz Cloud, “gioiellino” in posizione più centrale (si trova in piazza Stuparich, a poca distanza dalle fermate delle linee metropolitane 1 e 5 Lotto), dove si sono disputate fino al 2022 le Next Gen Finals, il torneo riservato ai migliori giovani talenti della racchetta, successivamente migrato in Arabia Saudita. La capienza, infatti, non raggiunge i 5.500 spettatori: troppo pochi, anche se l’attuale entusiasmo generalizzato per il tennis in Italia dovesse calare.

E se si decidesse di realizzare una nuova struttura? Molto probabilmente si punterebbe su un’installazione temporanea, facilmente rimovibile al termine dell’evento. In questo caso bisognerebbe individuare un’area facilmente accessibile anche con mezzi diversi dall’auto ma comunque idonea a ospitare un ampio afflusso di spettatori oltre che i padiglioni e i gazebo delle attività di contorno.  

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