I giocattoli che usavano i nostri nonni, o quelli ispirati alle arti circensi, per promuovere il divertimento che fa bene rispetto a quello che crea dipendenza. Dopo la tappa di Melegnano, due settimane fa all’ombra del castello, nel Sud Milano torna il Ludobus, un furgone carico di attrazioni, a disposizione di adulti, bambini e ragazzi per lanciare un messaggio contro il gioco d’azzardo patologico. Appuntamento sabato a San...

I giocattoli che usavano i nostri nonni, o quelli ispirati alle arti circensi, per promuovere il divertimento che fa bene rispetto a quello che crea dipendenza. Dopo la tappa di Melegnano, due settimane fa all’ombra del castello, nel Sud Milano torna il Ludobus, un furgone carico di attrazioni, a disposizione di adulti, bambini e ragazzi per lanciare un messaggio contro il gioco d’azzardo patologico.

Appuntamento sabato a San Donato, in piazza Bobbio, dalle 9.30 alle 12.30. L’iniziativa, gratuita e promossa da Assemi con Milano NoSlot Città Metropolitana e Spazio Aperto Servizi, è guardata con favore anche dall’Asst di Melegnano e della Martesana, l’azienda sanitaria del Sud-Est Milanese, nei cui servizi territoriali sono attualmente in cura 33 ludopatici patologici distribuiti tra i Noa di San Giuliano e Gorgonzola e il Sert di Trezzo D’Adda. Un numero inferiore rispetto ai 61 casi dell’anno scorso e ai 99 del 2019, ma il dato è riferito al primo trimestre del 2021 e destinato presumibilmente a salire, pur in un contesto dove la chiusura delle sale slot sull’onda delle restrizioni da Covid può aver contribuito a un temporaneo ridimensionamento del fenomeno. "Il numero di accessi ai servizi si mantiene sostanzialmente stabile e non molto significativo, segno che le strategie di reclutamento dei pazienti intercettano solo una parte del bisogno - spiega il dottor Federico Durbano, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze dell’Asst -. Da considerare anche che non tutti coloro che giocano sono, nei fatti, patologici e chi rientra in questa casistica spesso non ha la percezione di essere malato". Tra le persone in cura nei centri dell’Asst, la stragrande maggioranza è composta da uomini, con un rapporto di 5 a 1 sulle donne. La fascia di età più rappresentata è quella degli over 40; pochissimi i giovani. È presumibile dunque che una parte del fenomeno resti sommersa, con una fetta di giocatori, anche problematici, che sfuggono alle campagne informative e d’intercettazione. Da qui iniziative come il Ludobus, "che servono a scuotere le coscienze prima ancora che ad avere ricadute importanti in termini clinici", conclude Durbano.

A.Z.