Consiglio comunale rovente. Avviso di garanzia a Capizzi

Cassina, ipotesi interruzione di pubblico servizio per la seduta di approvazione del Pgt. La presidente: sono serena. La sindaca Balconi: le rinnovo la richiesta delle dimissioni.

Consiglio comunale rovente. Avviso di garanzia a Capizzi

Consiglio comunale rovente. Avviso di garanzia a Capizzi

Interruzione di pubblico servizio e violazione del regolamento, a un mese esatto dal "famigerato" consiglio comunale dell’approvazione del Pgt avviso di garanzia alla presidente del consiglio Eliana Capizzi (nella foto). A fronte del punto Pgt da lei ritirato in precedenza chiuse l’assise e lasciò l’aula, opponendosi alla richiesta di messa ai voti dell’interruzione. Una denuncia a suo carico era stata presentata, nei giorni successivi, dal segretario comunale Massimo Seminari. Che in aula, e al microfono, aveva ammonito la presidente verbalmente: "Dovrà assumersi la responsabiltà delle sue azioni". "Sono serena, lo ribadisco - così la presidente dopo la notifica dell’atto -. Ho compiuto un atto, e quello che ne è conseguito, nel pieno esercizio delle mie prerogative. A mia volta, e a mia tutela, nei giorni successivi avevo presentato un esposto in Procura sui fatti del consiglio. E ricevuto l’avviso ho immediatamente presentato istanza di essere sentita". Lapidaria la sindaca Elisa Balconi: "Un fatto gravissimo. A nome di tutto il mio gruppo rinnovo alla presidente la richiesta di dimissioni. Non è più quella figura limpida e super partes che il presidente del consiglio deve essere".

L’avviso a Capizzi aggiunge un tassello rovente a un mese costellato di polemiche, esposti, controesposti e richieste di annullamento atti. Concerne presunta violazione degli articoli 340 del codice penale ("Interruzione di un ufficio o servizio pubblico") e del 7 bis del Tuel. I fatti, arcinoti. Prima del consiglio comunale del 23 gennaio la presidente aveva provveduto in autotutela alla revoca del punto sul Pgt, avendo ravvisato negli atti una serie di presunti vizi: mancanza o ritardo di pareri, non rispetto dei tempi di convocazione del consiglio. In aula era esplosa la bagarre. Da parte del segretario erano partiti veementi inviti alla presidente a mettere ai voti la discussione o meno del punto. "Io credo - così Capizzi - che il nodo interpretativo stia qui. Io non ho interrotto niente. Il punto era stato ritirato, regolarmente, prima della seduta. Non c’era semplicemente più. E non c’era nulla da votare". Così Balconi: "Confido nel lavoro di chi sta sbrogliando questa matassa. Mi dispiace, e lo dico a titolo personale, che per un colpo di testa di altri Capizzi stia pagando un prezzo così alto. Il segretario comunale parlò chiaro in aula. Lei preferì ascoltare chi l’ha spinta giù dal burrone".

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