Drogava e poi violentava le clienti: chiesti fino a 120mila euro di risarcimento all’agente immobiliare Confalonieri

L'uomo, condannato in secondo grado a 4 anni e 4 mesi di carcere, in quattro casi avrebbe somministrato benzodiazepine per rendere incosciente le coppie di clienti per poi abusare della donna

Omar Confalonieri, l'immobiliarista in carcere

Omar Confalonieri, l'immobiliarista in carcere

Hanno chiesto risarcimenti fino a 120mila euro le quattro presunte vittime che si sono costituite parti civili nel processo con rito abbreviato a carico dell'ex agente immobiliare Omar Confalonieri, imputato a Milano, in un secondo filone di indagine, di avere drogato e violentato cinque donne, tra cui una ragazza ai tempi minorenne.

L'uomo, secondo le accuse, ha usato lo stesso schema del primo caso per cui è stato già condannato in secondo grado a 4 anni e 4 mesi di carcere per aver somministrato benzodiazepine e reso incosciente una coppia e violentato la donna. Gli avvocati delle parti offese, oggi in aula, facendo leva sulla “credibilità delle vittime” e riportandosi anche “all'ottimo lavoro svolto dalla Procura”, hanno presentato richieste che vanno dai 20mila euro di provvisionale proposti dall'avv. Anna Margherita Armandola, che assiste la ragazza all'epoca dei fatti minorenne, a quella di 120mila per un'altra delle donne abusate.

La Procura di Milano stamane ha chiesto 9 anni e 4 mesi di reclusione per Confalonieri e 4 anni per la moglie, coimputata per due episodi di violenza sessuale. La decisione del gup Massimo Baraldo dovrebbe arrivare il prossimo 4 dicembre, quando prenderanno la parola anche le difese. La richiesta di rinvio a giudizio dell'ex agente immobiliare per la seconda tranche dell'indagine risale al gennaio dell'anno scorso e si basava anche sulle conferme delle presunte vittime, sentite in incidente probatorio: hanno parlato di pesanti abusi dopo essere state narcotizzate con i tranquillanti.

Per questo Confalonieri, finito in carcere nel novembre 2021, era stato raggiunto da una seconda ordinanza di custodia cautelare. Ordinanza che ha riguardato anche la moglie nei cui confronti era stato, però, firmato un provvedimento di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per violenza sessuale di gruppo in concorso con il marito in due dei cinque episodi.

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