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4 lug 2014

Presidi, concorso senza pace. Ora anche l’esposto in Procura

Nuova tegola dopo l'annullamento e il Tar. Anche la magistratura ordinaria indaga, un atto d'ufficio dopo la denuncia presentata da uno dei novantasei candidati

4 lug 2014
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Tribunale, toghe
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Tribunale, toghe

Milano, 5 luglio 2014 - La procura indaga sul concorso presidi. Dopo il Tar della Lombardia, anche la magistratura ordinaria milanese ha aperto d’ufficio un’inchiesta, attivata da alcuni esposti, sulla procedura concorsuale ripartita un anno fa dalla ricorrezione degli scritti e conclusasi quattro mesi fa. Inchiesta nata in particolare dopo la denuncia presentata da uno dei novantasei candidati, che erano stati promossi nella prima valutazione degli elaborati nel 2012, salvo ritrovarsi bocciati dopo la nuova correzione imposta dal Consiglio di Stato per la vicenda delle buste trasparenti.

L'esposto è stato presentato due mesi fa alla Procura di Milano e il caso è stato prima preso in carico dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo che poi lo ha affidato al pm del Dipartimento Reati contro la pubblica amministrazione, Maria Letizia Mannella. Nella denuncia contro ignoti, «per abuso d’ufficio», sono diversi i punti sui quali si chiede di fare chiarezza. Innanzitutto sul fatto che «molti degli elaborati dei candidati partecipanti al concorso erano stati fotocopiati e pubblicati su internet in blog e social network», in contraddizione al principio dell’anonimato. Si ricorderà che Tar e Consiglio di Stato avevano invalidato parzialmente il concorso perché le buste contenenti i nominativi non erano risultate sufficientemente spesse da garantirne l’anonimato. Sotto accusa anche la composizione delle nuove commissioni incaricate della ricorrezione e «la rimodulazione dei criteri di valutazione degli elaborati» rispetto a quelli della precedente correzione, che Palazzo Spada avrebbe «fatti salvi».

Da ultimo, secondo l’esposto, «alcuni candidati hanno manifestato sui social network di essere in possesso di notizie e dati assolutamente riservati: una candidata, su Facebook, annunciava la nuova graduatoria prima della pubblicazione della notizia stessa sul sito ufficiale dell’Ufficio scolastico regionale». Almeno tre ore e mezza prima, preannunciando di essere vincitrice e che «96 nostri colleghi sono fuori». Nella denuncia, il candidato, prima promosso poi bocciato, chiede alla Procura di verificare «eventuali reati di abuso di ufficio». Anche se è probabile che i rilievi sollevati siano più di pertinenza giuridico amministrativa invece che penale. Proprio questo martedì, intanto, al Tar si è tenuta una nuova udienza sul concorso per dirigenti scolastici. Dai legali dei ricorrenti la richiesta di una ulteriore revisione del concorso. L’Avvocatura di Stato ha ribadito la legittimità dell’operato dell’amministrazione.

di Luca Salvi

© Riproduzione riservata

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