Commercialista ucciso. Chiesti sedici anni di carcere per l’agricoltore Vailati

Novati fu accoltellato, l’ipotesi di reato: omicidio volontario aggravato

Commercialista ucciso. Chiesti sedici anni di carcere per l’agricoltore Vailati

Commercialista ucciso. Chiesti sedici anni di carcere per l’agricoltore Vailati

Una condanna a 16 anni di reclusione con l’ipotesi di reato di omicidio volontario aggravato di Antonio Novati (nella foto), il 75enne di Melegnano trovato ucciso con numerose coltellate il 20 aprile scorso sull’auto di famiglia nei campi di Massalengo, nel Lodigiano.

L’ha chiesta ieri il sostituto procuratore di Lodi Alfonso Serritiello nell’udienza preliminare che si è svolta in Tribunale a Lodi a carico dell’unico imputato, l’agricoltore Francesco Vailati, 61 anni. Le indagini dei carabinieri avevano evidenziato che il commercialista Novati poche ore prima dell’omicidio si era recato nella Cascina Passerina di Lodi per notificare all’agricoltore che la sua abitazione e i terreni erano stati venduti a conclusione di un’asta giudiziaria promossa da una banca con cui Vailati aveva stipulato un mutuo per ristrutturazione, che poi non aveva onorato. Novati lavorava per conto del proprio figlio, delegato alla procedura dal Tribunale civile di Lodi. I familiari del commercialista si sono costituiti parte civile.

Antonio Novati aveva due studi, uno a Milano e l’altro a Melegnano, al confine con il proprio Comune di residenza, Vizzolo Predabissi. Era stato perito e curatore fallimentare per il Tribunale di Lodi, oltre che custode per procedure esecutive immobiliari. I suoi studi si occupavano invece di consulenza societaria, aziendale e fiscale e di contabilità. Il professionista era sposato, aveva due figli e tre nipoti. Dai primi riscontri dopo il ritrovamento del corpo di Vailati, esaminato dal medico legale, era emerso che il commercialista era stato trafitto da più fendenti, soprattutto nella zona dell’addome, che gli avevano provocato una copiosa emorragia. Il procuratore di Lodi Maurizio Romanelli aveva poi disposto l’autopsia sul cadavere, che era stata effettuata all’Istituto di Medicina legale di Pavia. Intanto la macchina, che era spesso in uso alla moglie, era stata sequestrata e portata nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri di Lodi, a disposizione per i rilievi scientifici.

Ma erano state soprattutto le telecamere, fittissime nella zona, a dare la svolta alle indagini. Così i carabinieri erano arrivati a Francesco Vailati che, stando alle accuse della Procura, avrebbe ucciso Novati quando gli aveva comunicato la data in cui avrebbe dovuto lasciare la casa venduta all’asta. Il luogo dove è nato, cresciuto e viveva con la compagna. In seguito i beni sono stati infatti assegnati a un compratore e l’agricoltore non è più riuscito ad avere proroghe.

Ra.F.

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