"Codice al triage e lunga attesa i motivi di maggiore tensione"

Il pronto soccorso affronta frequenti casi di violenza verbale e fisica verso il personale sanitario, spesso scatenata da tempi di attesa e assegnazione di priorità. Misure adottate includono allarmi, vigilanza interna e formazione del personale.

"Codice al triage e lunga attesa i motivi di maggiore tensione"

"Codice al triage e lunga attesa i motivi di maggiore tensione"

Il pronto soccorso è il vero fronte caldo quando si parla di violenza ai danni dei sanitari. "I diverbi con pazienti o parenti scoppiano a cadenza quasi quotidiana e anche le aggressioni verbali sono frequenti. Le aggressioni fisiche, soprattutto da parte di soggetti con alterazione psicofisica, sono più rare ma non mancano: l’ultimo episodio di un certo rilievo risale a poco più di un mese fa, quando un giovane straniero, arrivato in stato di agitazione psico-motoria dopo aver assunto stupefacenti, ha tentato di aggredire un infermiere durante il turno di notte. Per fortuna, in quel momento era presente anche un altro collega che è riuscito a contenere il paziente fino all’arrivo delle forze dell’ordine", racconta Livio Colombo, direttore del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo.

Dottor Colombo, oltre alle droghe, cosa scatena la rabbia dei pazienti?

"Sicuramente i tempi di attesa: c’è chi perde le staffe e inizia a insultare il personale. Un altro motivo di tensione è l’assegnazione del codice di priorità: succede che un paziente, dopo aver cercato informazioni su un motore di ricerca, si immagina un quadro clinico di particolare gravità, da codice rosso insomma. Tocca però al personale del triage, che ha competenze specifiche, fare la valutazione clinica: basta l’assegnazione di un codice di urgenza minore per scatenare talvolta la reazione verbale. Nella casistica un altro motivo di tensione, anche se in misura minore, è legato a chi accede in pronto soccorso in modo improprio, come se fosse una “cassa veloce“ per un esame, saltando la lista d’attesa, e si vede assegnato il codice bianco".

Quali sono le misure adottate?

"Come altri nosocomi, anche il San Paolo si è dotato del pulsante di allarme collegato alle forze dell’ordine. Abbiamo anche operatori per la vigilanza interna. È stata introdotta la figura del caring nurse, un infermiere dedicato alla comunicazione con pazienti e familiari per raffreddare potenziali situazioni di conflitto. Nell’azienda ospedaliera sono in programma corsi di formazione e prevenzione degli atti di violenza contro i sanitari, nonché campagne di sensibilizzazione, anche sui social".

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