Il promoter Claudio Trotta: “Vi spiego come San Siro può diventare il tempio dei concerti”

Il fondatore di Barley Arts, organizzatore dei concerti italiani di Bruce Springsteen, nel 2022 incontrò il sindaco Giuseppe Sala insieme al general manager di Asm Global, proponendo una ristrutturazione del Meazza in chiave musicale

Bruce Springsteen; nel riquadro, il promoter Claudio Trotta

Bruce Springsteen; nel riquadro, il promoter Claudio Trotta

Milano, 14 marzo 2024 – Su San Siro “rock“ non siamo all’anno zero. Il 9 novembre 2022 Claudio Trotta, fondatore di Barley Arts che organizza i concerti di Bruce Springsteen a San Siro dal 2003, esponente del Comitato SìMeazza, accompagnò il generale manager della multinazionale Asm Global Giuseppe Rizzello dal sindaco Giuseppe Sala a Palazzo Marino per proporre al Comune una ristrutturazione e gestione della Scala del calcio in funzione soprattutto dei concerti.

Trotta, Sala ha appena detto che in caso di addio di Milan e Inter, San Siro potrebbe essere dedicato ai concerti. Con Asm Global eravate già un passo avanti più di un anno fa?

"La premessa è che la posizione mia e del Comitato SìMeazza sul futuro di San Siro non è mai cambiata: San Siro non dev’essere demolito, è la casa di tutti i cittadini. Lo stadio può essere ristrutturato con o senza Milan e Inter, può continuare a vivere e può diventare lo stadio dell’entertainment, anche se restasse uno solo dei due club. Per perseguire questo obiettivo, sarebbe necessario un bando internazionale sulla base di un capitolato redatto da una serie di professionisti, di vari settori: oltre a un club calcistico, se ne restasse almeno uno a San Siro, potrebbero scendere in campo una società di entertainment e alcuni promoter musicali".

Per fare cosa? Come potrebbe cambiare San Siro?

"La ristrutturazione dovrebbe prevedere la realizzazione di una copertura dello stadio per poter organizzare concerti per tutto l’anno, non solo in estate; una modernizzazione del prato con una tecnologia che permetta un uso alternato della superficie dell’impianto tra concerti, partite di calcio, partite di rugby, opere liriche e altri tipi di eventi; il miglioramento di tutti i servizi pensati per il pubblico, mantenendo però una vocazione popolare sul fronte dei prezzi. Asm Global offrì le proprie competenze al sindaco proprio per realizzare una ristrutturazione del genere e la gestione dell’impianto per almeno 30 anni. Con o senza Milan e Inter. Fermo restando un punto che per me è molto importante".

Quale?

"La ristrutturazione di San Siro non dovrebbe prevedere una cementificazione con centri commerciali e finto verde, ma, al contrario, dovrebbe creare molto più verde di quello che c’è, visto che ora c’è una landa desolata intorno allo stadio. Adesso, dopo aver letto le dichiarazioni di questa mattina (ieri, ndr) del sindaco, il quale sostiene che sta dialogando con tre multinazionali del settore dell’entertainment, sono ben felice. Io sono al corrente del dialogo con Asm Global. Se sta dialogando anche con altre società, ben venga. Ma mi faccia aggiungere un’altra cosa".

Prego.

"Il bando a cui accennavo prima non dovrebbe prevedere la vendita dello stadio di San Siro, che deve rimanere dei milanesi, ma solo la ristrutturazione e la gestione dell’impianto".

Come valuta, invece, l’ipotesi che Milan e Inter realizzino nuovi stadi a San Donato Milanese e Rozzano? Una sciagura o un’opportunità?

"Senza entrare nel merito dei singoli progetti a San Donato e Rozzano, in termini generali non considero un problema che Milano possa avere più di uno stadio e che si possano realizzare nuovi impianti nell’area metropolitana. Oltretutto, come sostiene il portavoce del Comitato SìMeazza Luigi Corbani, Milano non ha uno stadio per l’atletica leggera. È giusto immaginare una Milano con più impianti".

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