Cinque ragazze e la cagnolina Estell a Gorgonzola: pet therapy per curare l'anima

Il progetto "Estell" di pet therapy ha portato a riduzione dei disturbi ossessivi, crescita dell'autostima e apertura al mondo fra i pazienti della Neuropsichiatria dell'Asst Melegnano e Martesana. Estell, una labrador retriever di 7 anni, ha svolto un ruolo fondamentale.



Cinque ragazze e la cagnolina Estell a Gorgonzola: pet therapy per curare l'anima

Cinque ragazze e la cagnolina Estell a Gorgonzola: pet therapy per curare l'anima

Meno ansia e più apertura al mondo, riduzione deii disturbi ossessivi, crescita dell’autostima: anche fra i pazienti della Neuropsichiatria dell’Asst Melegnano e Martesana: è il “miracolo” della labrador Estell. Il progetto di “Educazione assistita dall’animale“, meglio nota come pet therapy, era già partito negli anni scorsi negli ambulatori del centro psicosociale di Gorgonzola, con un gruppo di giovanissime e un altro partner a quattro zampe. Ora l’estensione alla Neuropsichiatria, dove Estell ha operato nelle scorse settimane con un gruppo ‘misto’: due utenti della neuropsichiatria e tre utenti del cps, tutte ragazze di età compresa fra i 16 e i 22 anni. Tutte inclini al ritiro sociale e con grandi difficoltà nella gestione dei propri spazi. “Progetto Estell” è stato ideato, in collaborazione con il direttore del servizio Federico Durbano, dalle dottoresse Greta Luchetta e Sara Collodello, entrambe tecniche della riabilitazione psichiatrica, entrambe esperte di prevenzione e presa in carico precoce dei disturbi psichiatrici, entrambe esperte di interventi assistiti con animale. "L’attività svolta – spiegano – si è concentrata su due obiettivi prioritari. Primo: favorire il rilassamento e diminuire ansia, stress e ossessività; secondo: sperimentare situazioni di crescita nell’ambito della cura, sviluppando autostima e autoefficacia". Valore aggiunto dell’attività appunto Estell, una labrador retriever di 7 anni, preparata e “abilitata”. L’attività si è articolata in nove incontri con cadenza settimanale, seguiti da raccolta dati, schede di monitoraggio e revisione delle sedute. "Nel corso degli incontri si sono constatati un decisivo aumento delle emozioni positive, un miglioramento del senso di autoefficacia, una maggiore serenità all’interno del gruppo". Il ruolo fondamentale di Estell: "Si è partiti da attività che non prevedevano una diretta interazione con il cane, ma di conoscenza". Le ragazze si sono poi sperimentate nel ‘gioco dell’olfatto’ e hanno preparato biscotti per la cagnolina; hanno poi potuto interagire con lei: accarezzarla, giocare su tappeti sensoriali, guidarla in un percorso di mobility. Monica Autunno

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