Ciclisti a rischio da Milano all’Olanda. Gli incidenti mortali aumentano anche nella patria delle due ruote

Ma da un mese Amsterdam è diventata una città con limite di velocità fissato a 30 chilometri orari la stessa richiesta avanzata al sindaco dai movimenti e dai cittadini scesi in piazza in questi mesi.

Ciclisti a rischio da Milano all’Olanda. Gli incidenti mortali aumentano anche nella patria delle due ruote

Ciclisti a rischio da Milano all’Olanda. Gli incidenti mortali aumentano anche nella patria delle due ruote

Milano non è sola. Al suo fianco, accomunata dallo stesso dibattito e dallo stesso problema, c’è una metropoli, anzi una nazione, che negli ultimi decenni, quanto a politiche in favore della ciclabilità in città, ha detenuto i diritti d’autore: il riferimento è ad Amsterdam e, più in generale, all’Olanda. Fino a pochi mesi fa anche i Paesi Bassi si trovavano a fare i conti con un aumento senza precedenti di ciclisti coinvolti in incidenti stradali sebbene siano partiti prima, sebbene abbiano ridisegnato già da tempo le loro strade e il loro spazio urbano in favore delle due ruote e a scapito delle quattro, sebbene da loro la bicicletta si sia sublimata da mezzo (di spostamento) a simbolo (identitario quasi quanto la Madonnina o il Duomo per noi).

A colpire sono stati i dati pubblicati a metà del 2023 da Statistics Netherlands, istituto con 125 anni di storia: le persone che hanno perso la vita in incidenti stradali in Olanda nel 2022 sono state 737, un numero mai così alto dal 2008 in avanti, 155 in più rispetto al 2021 per un incremento del 21%. Delle 737 vittime della strada, 291 erano ciclisti: il 39,5% del totale. Un dato significativamente più alto rispetto all’anno precedente, quando i ciclisti deceduti a causa di incidenti stradali erano stati 84 in meno e, soprattutto, senza precedenti negli ultimi 27 anni. Secondo quanto riportato da Statistics Netherlands, bisogna tornare indietro fino al 1996 per imbattersi in un dato più alto. Da qui la conclusione dell’ufficio statistico olandese: a crescere in misura più significativa, tra le vittime della strada, sono stati proprio i ciclisti. E tra questi la categoria più esposta sono i più anziani, quelli dai 75 anni in su.

Nonostante le politiche intraprese dalle città olandesi per scoraggiare l’utilizzo e la circolazione di mezzi a motori, quasi la metà degli incidenti rivelatisi fatali ai ciclisti è coincisa con scontri o collisioni con furgoni o autovetture. Al terzo posto gli scontri con camion e bus. Nel mezzo gli incidenti senza collisioni, quindi provocati da cadute dovute ad altri fattori.

Che ci dicono questi dati? Innanzitutto restituiscono un fatto ovvio: più cresce l’utilizzo delle bici e più crescono gli incidenti con ciclisti coinvolti, in Olanda esattamente come a Milano. Non va dimenticato, tra l’altro, che la popolazione della capitale olandese negli ultimi anni è aumentata di circa 180mila unità. Poi un fatto meno ovvio e non di semplice soluzione: se l’obiettivo è tutelare i ciclisti in quanto protagonisti di una mobilità dolce, ad impatto zero, allora disincentivare il ricorso all’auto privata può non essere sufficiente perché è altrettanto utile e necessario intervenire sui mezzi per il trasporto delle merci, a partire da quei furgoni che primeggiano nelle statistiche delle collisioni con i ciclisti, secondo i dati dell’ente olandese, e sempre più necessari grazie allo shopping on line. Terzo ed ultimo riscontro: la formula per percorsi ciclabili sicuri, evidentemente, non è stata ancora trovata nemmeno nella patria della ciclabilità. Ma quanto a sicurezza c’è un dato di fatto che pare del tutto eloquente: l’8 dicembre del 2023 Amsterdam è diventata una “Città 30“n perché nell’80% delle sue strade vige il limite di velocità dei 30 chilometri orari. Una scelta che le autorità municipali hanno spiegato proprio con la necessità di aumetare il livello di sicurezza di ciclisti e pedoni. Il piano, però, risaliva al 2021, quasi tre anni fa. Che siano stati gli ultimi dati, quelli qui riportati, a convincere le autorità cittadine ad accelerare? Di sicuro c’è chi a Milano chiede che si faccia altrettanto e che lo si faccia subito.

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