"Ci hanno tolto anche le gite". Sciopero e sit-in di protesta degli studenti del Cartesio

Cinisello, la decisione della preside è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso "Anche gli insegnanti non ne possono più: turnover continuo, solo la metà è di ruolo".

"Ci hanno tolto anche le gite". Sciopero e sit-in di protesta degli studenti del Cartesio

"Ci hanno tolto anche le gite". Sciopero e sit-in di protesta degli studenti del Cartesio

Nell’atrio lo striscione. Poi, nei corridoi e negli altri ambienti comuni, gli studenti seduti con gli zaini ai lati e i cartelli che chiedono fatti e non parole. Hanno scioperato per tutta la giornata i ragazzi dell’Itis Cartesio. L’istituto fa parte dell’immenso centro scolastico Parco Nord insieme al liceo Casiraghi e all’Iis Montale: complessivamente poco meno di mille studenti. Vicini ma distanti, gli alunni del Cartesio guardano con invidia ai “cugini“, che negli ultimi tempi hanno assorbito anche diversi insegnanti che hanno preferito spostarsi qualche metro più in là. "Noi non abbiamo nemmeno i distributori. E se andiamo da loro, per prendere uno snack o una bottiglietta d’acqua, ci becchiamo la sospensione".

Quelli del Cartesio, quest’anno non andranno in gita all’estero e nemmeno in viaggio in Italia. Lo ha annunciato la dirigente Chiara Arena nella circolare del 21 febbraio. "Si comunica che a seguito della continua modifica del totale degli studenti partecipanti, che ha comportato la rimodulazione dell’offerta con conseguente rialzo degli importi complessivi, TUTTI i viaggi d’istruzione per il corrente anno scolastico per TUTTE le classi e per TUTTE le destinazioni sono annullati", si legge testualmente, stampatelli compresi.

È stata questa la miccia che ha innescato la protesta di ieri, supportata anche da alcuni genitori e docenti. "Ci sono stati subito problemi. Le destinazioni sono state cambiate più volte: Praga, Monaco, Inssbruck – raccontano i rappresentanti degli studenti Cristian Cirillo e Alexandru Costantin Plavitu –. Il preavviso per il pagamento è stato breve: nonostante il consiglio d’istituto avesse deliberato a novembre, l’organizzazione è partita solo a metà gennaio. Viaggi cari, con intere giornate in pullman, scarso sostegno economico ai fragili e programmi incerti fino alla fine. La colpa, però, è stata data alle persone che si sono sfilate, alcune perché in difficoltà a sostenere quelle cifre".

Eppure nelle casse della scuola ci sono 208.381,71 euro, accumulati in questi anni grazie ai contributi volontari versati dalle famiglie. "Questi fondi servirebbero a migliorare l’offerta formativa, ma ciò non accade – spiega Mariastella Tramarin, genitore del consiglio d’istituto –. Lo scorso anno è stato usato solo il 28,44%. Denunciamo questo mancato utilizzo. Abbiamo ora dimezzato l’importo, visto il deposito residuo non valorizzato per le attività didattiche".

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