“Cashmere e seta“, tutto falso. Sequestrati 120mila capi

Denunciato il titolare dell’azienda di Lacchiarella. Valore della merce un milione di euro

“Cashmere e seta“, tutto falso. Sequestrati 120mila capi
“Cashmere e seta“, tutto falso. Sequestrati 120mila capi

Operazione della guardia di finanza di Pavia nella “chinatown“ del sud Milano. Sequestrati 120mila capi di abbigliamento e accessori, presentati come filati di pregio quali cashmere e seta, ma in realtà realizzati con tessuti sintetici di qualità sensibilmente inferiori. Sul mercato avrebbero fatto incassare illecitamente oltre un milione di euro. L’operazione delle fiamme gialle, coordinata dalla Procura di Pavia, è scattata dopo che dalle analisi, effettuate in un laboratorio specializzato, è emersa la non conformità di diverse sciarpe e altri capi.

I finanzieri pavesi sono risaliti alla filiera distributiva dei prodotti, individuando il deposito del fornitore a Lacchiarella dove, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Melegnano, sono risaliti all’ingente quantitativo di merce con etichette falsificate. Nello stesso magazzino sono stati ritrovate anche migliaia di guanti in similpelle prodotti in Cina, ma che riportavano una falsa origine italiana in etichetta.

Il titolare dell’azienda è stato denunciato per i reati di frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti con segni mendaci. Non è la prima frode con capi sintetici spacciati per pregiati filati in seta e cashmere portata alla luce dalla guardia di finanza, ma è uno dei maggiori sequestri per il 2023. Il falso made in Italy continua a essere una delle frodi maggiori nel campo dell’abbigliamento. "La messa in vendita sul mercato dei finti capi di pregio – si legge in un comunicato stampa firmato dal procuratore di Pavia, Fabio Napoleone – avrebbe provocato un ingiusto profitto superiore al milione di euro".

Le indagini erano partite in alcuni centri della provincia di Pavia, dove in vari negozi sono stati trovati esposti per la vendita alcune sciarpe e accessori con etichetta attestante la composizione del tessuto in ‘cashmere’ e ‘seta’. Invece i filati erano in poliestere e viscosa. Agli uomini della Gdf è bastato risalire la filiera distributiva dei prodotti per arrivare al polo commerciale Girasole di Lacchiarella, dove hanno sede diverse ditte cinesi che un tempo si trovavano a Milano in via Paolo Sarpi.

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