Casarile, bimba pestata dal patrigno. Vicini sotto choc: "Sembrava tutto normale"

Mario Franchini, 28 anni, è stato fermato dai carabinieri. La madre della piccola lavora come commessa in un supermercato. Tutto il condominio spera che la piccola ce la faccia

Il condominio dove si è verificato il pestaggio
Il condominio dove si è verificato il pestaggio

Casarile (Milano) - Orrore e sgomento. Così i vicini di casa hanno accolto la notizia della bimba di nove mesi massacrata di botte dal patrigno, il 28enne Mario Franchini, poi fermato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio. È un clima di incredulità quello che si respira a Casarile, al civico 5 di via Colombo, dove la bimba, ora ricoverata all’ospedale di Bergamo, abita con la mamma 28enne, commessa in un supermercato. Una dignitosa palazzina di otto piani, dove vivono 36 famiglie, all’ingresso del paese per chi arriva dalla ex statale 35. Al pianterreno ci sono alcuni negozi, una lavanderia e un centro estetico. Sull’altro lato della strada un parco giochi. Il cortile del comprensorio è un punto di ritrovo per tanti ragazzi. L’appartamento della piccola si trova al quarto piano. Ed è qui che si è consumato il pestaggio.

"Ogni tanto sentivo la bambina piangere. È normale, per una piccola di quell’età, tra i primi dentini e le coliche addominali. Certo, se avessi sospettato qualcosa di anomalo sarei andata a controllare, avrei cercato d’intervenire – dice una vicina di casa, Raffaella Castellano -. Con quale coraggio, mi chiedo, si può fare una cosa del genere? Spero tanto che la piccola ce la faccia". Nel palazzo non sono in tanti a conoscere la mamma e il nuovo compagno, descritti come persone discrete, che abitavano in quello stabile da poco. "Conosco i nonni materni della bambina, ogni tanto li vedevo in giro col passeggino - racconta Ivana Sessa -. Sono anch’io nonna e sento un dolore atroce per quello che è successo, sono molto scossa". Giuseppe Barreca ha vissuto al civico 5 di via Colombo fino a qualche mese fa: "La bambina? Si vedeva di rado. Sono rimasto agghiacciato. Come si può compiere un gesto del genere? È inconcepibile, assurdo. Non trovo parole". Quando la nonna della piccola ha fatto scattare l’allarme dopo aver trovato in casa la nipote priva di sensi, in tanti hanno visto arrivare ambulanze e carabinieri. Ma mai nessuno avrebbe pensato a un fatto dai contorni tanto drammatici.

Nel primo pomeriggio di ieri la sindaca Silvana Cantoro era appena stata raggiunta dalla notizia. "Sono davvero sconvolta - è il suo commento -. Intendo approfondire la vicenda anche attraverso un contatto coi carabinieri". Quanto accaduto in via Colombo ha squarciato la tranquillità di un paese di quattromila anime al confine tra Milano e Pavia. Una realtà che tuttavia non è nuova a pesanti fatti di cronaca, dove le vittime sono minori. Nel marzo del 2011 due maestre dell’asilo Primi passi furono arrestate con l’accusa di reiterati maltrattamenti sui bambini che avevano in consegna. Dopo le indagini e l’iter giudiziario del caso, la Cassazione ha confermato per le due educatrici la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione. L’indagine era partita dalla testimonianza di una ex maestra di quello stesso asilo, che aveva raccontato a una coppia di genitori i "trattamenti" riservati ai bambini all’interno della struttura.

 

 

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