Sos sanità, mancano 98 medici: "Psichiatria chiusa da due anni"

Il Comitato Salute Melegnano-Martesana chiede soluzioni e scrive ad Asst: "Apra un tavolo con noi pazienti"

Il Comitato Salute Melegnano-Martesana: "Le liste d’attesa sono chilometriche"
Il Comitato Salute Melegnano-Martesana: "Le liste d’attesa sono chilometriche"

Melzo (Milano) – «Psichiatria chiusa da due anni a Melzo con 6mila pazienti rimasti senza punto di riferimento, 98 medici di famiglia che mancano su tutto il territorio e liste d’attesa chilometriche", lettera aperta del Comitato diritto alla Salute Melegnano-Martesana ai vertici dell’Asst. I pazienti chiedono "soluzioni e un tavolo con noi". Destinataria, la neo direttrice generale, Roberta Labanca, che replica subito, a differenza di quanto avvenuto nella passata gestione.

"Siamo aperti al dialogo - dice - e al confronto costruttivo con le associazioni, i sindaci e i professionisti per migliorare i servizi sul territorio". Potrebbe essere l’avvio di una nuova stagione nelle relazioni con il gruppo. Nella missiva gli attivisti puntano l’indice anche sulla Case della comunità, "sconosciute alla cittadinanza, per ora sono solo ambulatori più eleganti. Non c’è partecipazione e non si fa nulla per costruirla".

Nel mirino, liste d’attesa per visite ed esami "sempre più lunghe e ogni tanto violando le regole si dice che le agende sono chiuse. Quando i malati o gli sportelli per la salute fanno ricorso, riaprono immediatamente". Critiche pure sugli appuntamenti "in strutture troppo lontane da casa, motivati con mancanza di personale. A Vizzolo non c’è il radiologo per le lastre, o il fisiatra per il piano terapeutico", una situazione che spinge il Comitato a chiedere "un piano straordinario di assunzioni".

Preoccupazione anche per le Uompia, "le unità di diagnosi e cura dei disturbi neuropsichiatrici e psicologici di bambini e ragazzi sovraccariche, con ritardi nelle diagnosi che incidono in modo negativo sul percorso scolastico". Sulla Psichiatria al Santa Maria delle Stelle l’azienda assicura "il massimo impegno per riaprire, il fermo è temporaneo". Adesso, "è in corso la ristrutturazione dopo la devastazione provocata dalla tromba d’aria di luglio nel reparto, ma a fine lavori - promette Labanca - continueremo con l’opera di reclutamento degli specialisti, oggi sono in otto (di cui tre specializzandi) troppo pochi per garantire il servizio in corsia, ma abbastanza per supportare la rete territoriale e il lavoro do équipe".

Sui medici di famiglia la manager ricorda che "è ancora in corso il passaggio di consegne da Ats che se ne è occupata fino a fine 2023, mentre l’apertura di ambulatori provvisori e l’arrivo di sostituti ha permesso di fare fronte alle situazioni più delicate". Infine, sulla Case di comunità parla "di continui incontri con la popolazione per la quale le otto strutture già aperte sono una risorsa importante. Accanto al medico di famiglie – conclude la direttrice – fra le sue mura si trovano servizi e cardiologi, diabetologi, ortopedici e tante altre opportunità".

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